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Diario in Comune

 

25 marzo 2019

 

I veri simboli non possono morire

 

Possono cadere le pietre che saranno poi ricostruite, non può morire un simbolo, una fede.

 
Concetta Monguzzi parla dal palco durante le celebrazioni

Lo abbiamo sentito in questi giorni a proposito di Notre Dame.
Notre Dame che non è solo una chiesa. E' un simbolo di una nazione.

 

Al crollo di Notre Dame tutto un popolo ed una Europa si sono sentiti smarriti. Ma la tragedia spesso scuote un popolo.

 

La ricostruiranno. Serviranno nuovi architetti, muratori, donazioni e preghiere.

 

Ma Notre Dame è un monumento alla fede e alla speranza.

 
 

Bruceranno le cose dell'uomo, ma quello che ci portiamo dentro è immune dal fuoco, fuoco che distrugge ed in un attimo fa sparire.

 

Ho pensato anche a quali fossero i simboli italiani: sicuramente monumenti, simboli materiali significativi di una storia; luoghi naturali fantastici;
Il 25 aprile è un nostro simbolo. È il simbolo della nostra nazione.

 

Non è solo un giorno, non è solo una celebrazione.

 

Se fosse tolto il 25 aprile? Avremmo un paese senza radici, senza memoria, incapace di riconoscersi.

 

Il 25 aprile è il nostro simbolo istituzionale e culturale .

 

ISTITUZIONALE perché segna la fine dell'orrore della guerra, è la conquista della libertà, il ripristino della Democrazia dopo il periodo del nazifascismo.

 

Segna la nascita di una nuova Italia e di una nuova Europa.

 

Il 25 aprile nasce dalla lotta di liberazione e dalla Resistenza dove migliaia di giovani, di donne e di uomini hanno scelto di rischiare sulla propria vita per gli ideali di libertà, di unità nazionale, di uguaglianza.

 

Il 25 aprile segna anche il limite che una guerra aveva raggiunto. Atrocità, campi di sterminio, città bombardate e distrutte.

 

Un'Italia devastata materialmente. Ma al disastro materiale non è seguito un disastro morale.

 

L'Italia ebbe un grande sussulto: dalle macerie nacquero la Repubblica e la Costituzione.

 

Furono i partigiani che combatterono, furono i soldati che fecero una scelta coraggiosa e giusta interpretando un momento difficile e drammatico.

 

Uomini e donne diversi per cultura e appartenenze politiche o sociale si sentirono uniti in un progetto difficile da intuire nel suo complesso ma chiaro perché parlava di liberazione e di Patria.

 
le rose donate il giorno della Liberazione

Abbiamo deposto corone. Abbiamo letto i nomi.

 

Storie personali unite e fuse in una storia collettiva.

 

Da tutti questi nasce la nostra Patria.

 

Non fu impresa facile e ci furono episodi brutti e scomodi.

Ma con il passare degli anni il 25 aprile divenne il segno di un'Italia attorno ai valori comuni.

 
 

Il 25 aprile è un simbolo CULTURALE. I nomi e le lapidi devono vivere e lasciare il segno nelle nostre vite personali ma soprattutto nel nostro lavoro di costruzione di comunità.

 

Il compito di fare memoria deve servire come filo conduttore tra il sacrificio di chi ha dato la vita e chi come noi ha il dovere di proteggere e conservare la libertà.

 

Piero Calamandrei disse: "La resistenza non è un partito, non deve essere un partito. Deve essere un incontro, un colloquio, una presa di contatto, un dialogo: un avviamento, fra avversari politici, ad arrendersi, a rispettarsi..... Quello che unisce, non quello che separa..."

 

Queste cose sono ancora vere.

 

C'è chi pensa che la nostra democrazia sia a rischio: crisi dell'unione europea, impoverimento dei ceti medi, rispetto culturale di fronte alle migrazioni, perdita di forza della rappresentanza, impatto della rivoluzione digitale sulla comunicazione politica, crescita di forze illiberali. Paura di regimi ibridi o misti....

 

C'è chi pensa che la crisi del sistema economico è anche crisi morale e di valori. Per questo il 25 aprile è un simbolo culturale del riscatto. Del non arrendersi di fronte al degrado. L'indifferenza è una forma di degrado.

 

Occorre prendere parte, non voltarsi dall'altra parte.

 

Tutti difendiamo gli ideali di libertà, giustizia, pace, uguaglianza. Che troviamo sanciti come diritti e doveri.

 

Gli ideali animano i sentimenti, ma sono le azioni che attualizzano e scacciano l'indifferenza.

 

Dal 25 aprile nascono gli anticorpi e i valori della nostra civiltà.

 

Calamandrei disse anche: "Era giunta l'ora di resistere. Era giunta l'ora di essere uomini". Come noi possiamo oggi essere uomini e donne?

 

Dando il meglio di noi, creando condivisione, sentendo la giustizia, la legalità, il dovere e la responsabilità, l'accoglienza, la solidarietà.

 

Facciamo ciò che possiamo, dove siamo, con ciò che abbiamo.

 

In memoria. Raccogliendo l'eredità. Costruendo il futuro.

 

Ora come sempre portatevi a casa un fiore. Questo fiore è simbolo.

 

Pensatelo offerto da un partigiano, da uno che ha lottato perché ha creduto che fosse possibile il nostro futuro.

 

E' il fiore del GRAZIE per la MEMORIA.

E' il fiore dell'IMPEGNO contro l'indifferenza.

Buon 25 aprile a tutti.

 

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Ultima Modifica: 27/04/2019