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Villa Reati - già Baldironi

Via Fiume, 3- tel. 039 2456793

Foto Villa Baldironi Reati
Villa Baldironi Reati

Villa Reati oggi è solo una parte di un più ampio complesso che nel corso degli anni è stato trasformato secondo i gusti del tempo e dei proprietari. Comprendeva originariamente, oltre alla villa, anche la cappella gentilizia di famiglia, inglobata poi nell'oratorio dedicato all'Immacolata Concezione di Maria (oggi sede dell'Associazione Combattenti e Reduci di guerra); il tutto circondato da un vasto parco.
L'edificio comprende due piani abitabili: il piano terra, con quattro sale più gruppo servizi e vano scala, e il piano primo, con otto locali più vano scala. Le sale del piano terra hanno pareti impreziosite da grandi affreschi databili tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo e da soffitti a cassettoni in legno lavorato e dipinto. Gli affreschi mostrano scenografie architettoniche di colonne marmoree apparentemente reggenti le travi dei soffitti; inoltre portali con festoni e putti inquadrano paesaggi di edifici classici e ruderi.
L'edificio è vincolato dalla Sovrintendenza, grazie al notevole valore storico-artistico e documentario delle decorazioni.

 

Le origini
Non si hanno notizie certe e documentate sull'esatta datazione della fabbrica e sul progettista della villa; tuttavia si è propensi ad accettarne una origine cinquecentesca, ipotesi che sembra confermata da alcuni elementi strutturali ed estetici, nonché dalla struttura porta-campana a forma di timpano posta sul tetto della villa, tipicamente cinquecentesca. Per una datazione più esatta occorrerebbe sottoporre l'intero complesso ad indagini chimico-fisiche sulle murature e tipologiche sulle fondamenta.
La storia della villa è strettamente legata alle famiglie che l'abitarono.

 

1450-1897 - La famiglia Baldironi
La storia della famiglia Baldironi rappresenta una parte integrante e fondamentale della storia stessa della città di Lissone. Di origine romana, la loro affermazione economica è progressiva e continua fino al '700, connessa sia alle cariche pubbliche ricoperte dai suoi personaggi più significativi sia all'attività commerciale legata all'agricoltura e ai tessuti. La profonda fede religiosa di questa famiglia si concretizza nell'istituzione dell'opera Pia Baldironi a favore dei poveri, seguita dalla realizzazione, nel 1702, dell'oratorio dedicato all'Immacolata Concezione di Maria: "sulla strada aveva la porta maggiore in facciata che dava in proprietà Baldironi, al di sopra della quale nell'interno v'era una balconata per i musici con cancellata in ferro lavorato, da cui per un uscio si entrava nelle camere superiori del palazzo Baldironi"(frase tratta dal "Lissonum" di don Ennio Bernasconi).
La presenza del complesso Baldironi è attestata per la prima volta in un documento ufficiale del 1722-1760, il catasto Teresiano, che la rende parte di un sistema urbano di ville e giardini all'italiana, raffigurando Lissone come luogo di residenze amene e di conventi di ordini religiosi.
Nel successivo Catasto Lombardo-Veneto (1855) l'intero complesso dà vita ad un nucleo unitario che si affaccia su piazza Piscina (attuale piazza Garibaldi), su via Baldironi e su via Fiume.
Quest'ultima, oltre ad essere un passaggio per il giardino posto a sud, era l'ingresso principale della villa.

 

1897-1940 - La Famiglia Paleari
Quando i Paleari acquistano la villa trasferiscono nella nuova proprietà le ambizioni di una classe sociale in ascesa trasformandone l'assetto. Infatti, se i Baldironi avevano realizzato un'organizzazione unitaria del complesso, i Paleari, simbolo di una nuova borghesia industriale, distinguono la dimora del proprietario da quella dei dipendenti, avendo come modello una famiglia più ristretta in una villa isolata e separata. Ed è così che viene demolito il collegamento tra la casa affrescata e la cappella, viene costruito a ridosso della villa un nuovo corpo uso cucina, viene spostato l'ingresso della villa su piazza Garibaldi, conferendo allo stesso un tono marcatamente più classico.

 

1940-1980 - La famiglia Reati
Laddove i Paleari avevano demolito viene edificato un capannone-laboratorio destinato alla lavorazione del vetro; anche i locali affrescati al piano terreno vengono utilizzati per attività produttive. Si realizza la chiusura dell'angolo nord-est, un ulteriore corpo che porta la villa all'attuale forma di pianta rettangolare; i locali al piano superiore vengono controsoffittati, si ricavano nuovi bagni e si sostituisce la vecchia scala di collegamento tra i piani con una nuova scala in stile liberty.
In pochi anni il giardino viene sottratto alla villa e destinato alla costruzione di rilevanti insediamenti residenziali negli anni '50 e '60.

 

Dal 1981 - Il Comune di Lissone
La villa viene acquistata dall'Amministrazione Comunale nel 1981 e vengono eseguiti i primi interventi: si demolisce il capannone-laboratorio e successivamente si interviene sulla copertura (1986). Fra il 1997 e il 2001 è stato portato a termine l'intervento di restauro conservativo di tutti gli affreschi e dei locali al piano terra, cui è seguita la riapertura al pubblico delle sale nobili del piano terra, finalmente restituite al loro splendore originario. Successivamente si sono svolti i lavori per il recupero ed il restauro conservativo del primo piano della villa, completati nei primi mesi del 2007.
Oggi l'edificio, utilizzato per la celebrazione di matrimoni civili, viene aperto al pubblico solo in particolari occasioni con la possibilità di usufruire di visite guidate.

 
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Ultima Modifica: 17/07/2018