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Titolo 3°: Forme di partecipazione popolare

  1. Art. 19
  2. Art. 20
  3. Art. 21
  4. Art. 22
  5. Art. 23
  6. Art. 24
  7. Art. 25
  8. Art. 26
  9. Art. 27
  10. Art. 28
 

Art. 19 - Valorizzazione delle libere forme associative e loro collaborazione con il Comune - Registrazione delle Associazioni

  1. Il Comune valorizza le libere forme associative, ne favorisce la consultazione e promuove organismi di partecipazione dei cittadini all'Amministrazione locale anche su base di quartiere e di frazione. 
  2. Le associazioni che perseguono finalità di solidarietà nei confronti delle persone, di tutela del territorio e dei beni ambientali, di promozione culturale e sportiva, di valorizzazione del tempo libero o comunque finalità di rilevanza pubblica e di interesse collettivo, partecipano liberamente all'elaborazione di indirizzi e di proposte che riguardino i rispettivi interessi e scopi associativi, nei modi previsti dallo Statuto. 
  3. Il Comune, nell'esercizio delle sue funzioni e nell'organizzazione della sua attività, assicura adeguate forme di collaborazione con le Associazioni di cui al comma 2, riconoscendo e valorizzando le prestazioni di servizi da loro efficacemente rese alla collettività e ai singoli. La collaborazione tra le Associazioni e il Comune si svolge nel rispetto dell'autonomia e delle competenze proprie di ciascun soggetto. 
  4. Ai fini del presente Statuto, i comitati aventi atti costitutivi sono considerati Associazioni. 
  5. A fine di poter usufruire del concreto sostegno dell'Amministrazione Comunale, attraverso l'utilizzo di beni immobili e/o attrezzature, nonché di beneficiare della concessione di contributi e ausili finanziari, di cui al successivo art. 20, le libere forme associative, di cui al presente articolo, dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti: 
    1. Atto costitutivo o statuto con indicazione dei fini sociali e delle forme di finanziamento;
    2. Pubblicità degli iscritti;
    3. Individuazione delle cariche sociali;
    4. Copia dell'ultimo bilancio approvato.
  6. L'Amministrazione Comunale procede alla registrazione delle Associazioni medesime le quali dovranno depositare la documentazione relativa alla sussistenza dei requisiti di cui al comma 5, unitamente alla relazione annuale delle attività svolte.
  7. Accertata la regolarità e completezza dell'istanza, l'Amministrazione Comunale procede alla registrazione. 
  8. Le Associazioni iscritte nel registro regionale del volontariato e/o nel registro provinciale dell'associazionismo, su richiesta, sono automaticamente iscritte nel registro comunale delle Associazioni.
 

Art. 20 - Accesso alle Associazioni registrate a strutture e servizi comunali

  1. Tutte le Associazioni registrate possono avvalersi dei servizi e delle strutture comunali che facilitino lo svolgimento delle loro attività sociali. Il Comune assicura, in particolare, la disponibilità alle Associazioni degli archivi di documentazione non coperti da riservatezza, di sale o di altri spazi per le riunioni. 
  2. L'accesso a tali servizi e strutture è disciplinato dagli appositi regolamenti comunali inerenti l'utilizzo degli spazi e l'applicazione delle tariffe secondo le condizioni ivi previste. 
  3. Ai fini della collaborazione nella gestione dei servizi di preminente interesse collettivo, la Giunta Comunale può deliberare la stipulazione di apposite convenzioni con singole Associazioni registrate, nel rispetto dell'art. 12 della Legge 7 agosto 1990 n. 241. Tali convenzioni potranno contenere condizioni di favore per l'accesso ai servizi, alle strutture comunali, nonché disporre riduzioni in ordine all'applicazione delle tariffe.
 

Art. 21 - Gli organismi di partecipazione

  1. Il Comune promuove iniziative di partecipazione dei cittadini e può adottare iniziative autonome al fine di realizzare organismi di partecipazione. 
  2. Tali iniziative ed organismi possono essere attuati assumendo a base sia l'affermazione dei diritti civili e della qualità della vita sia l'interesse diretto delle libere associazioni, delle cooperative, delle professioni, delle arti e dei mestieri e delle relative associazioni formali nonchè dei sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro. 
  3. Gli organismi di partecipazione acquistano valore consultivo su tutte le questioni di rilevante interesse da loro proposte o sottoposte all'Amministrazione. 
  4. I pareri degli organismi di partecipazione debbono essere resi per iscritto ed entro i termini fissati.
 

Art. 22 - I Comitati di frazione e di quartiere

  1. Il Comune promuove la costituzione dei comitati di frazione e di quartiere. Qualora le frazioni o i quartieri estendano le loro peculiarità socio-economiche e geografiche oltre i confini comunali, possono essere previsti comitati con partecipazione estesa ai cittadini dei Comuni confinanti, previo accordo con le rispettive Amministrazioni. 
  2. I comitati sono organismi consultivi della Amministrazione Comunale; essi hanno rapporti periodici con il Comune e compiti di gestione su quelle materie che vengono stabilite dal Consiglio Comunale, al quale riferiscono ogni anno. 
  3. La composizione, i criteri per la costituzione, il numero dei membri e le forme di attività sono disciplinati da apposito regolamento.
 

Art. 23 - Consulte Comunali

  1. Il Consiglio Comunale può con proprio provvedimento motivato, istituire Consulte Comunali nei vari settori dell'associazionismo volte alla realizzazione dei principi dell'autonomia e della partecipazione e dello sviluppo economico-sociale-sanitario. 
  2. Con il medesimo provvedimento si stabiliscono le finalità e si regolamenta il funzionamento.
 

Art. 24 - Le istanze, le proposte e le petizioni

  1. Tutti i cittadini lissonesi, sia singoli che associati, e coloro che svolgono attività continuativa sul territorio del Comune hanno facoltà di presentare istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi generali della comunità. 
  2. Tutte le istanze, le proposte e le petizioni devono essere indirizzate al Sindaco regolarmente firmate e manifestare in modo chiaro il contenuto. Congiuntamente alla firma devono essere indicate le generalità complete con relativo indirizzo. 
  3. Alle istanze, proposte e petizioni ammesse, esaminate e decise è data risposta scritta a cura degli uffici competenti a firma del Sindaco o suo delegato entro 30 giorni. 
  4. Le risposte sono rese note per lettera agli interessati. 
  5. La Giunta decide se le istanze, le proposte e le petizioni debbono o possono comportare decisioni e deliberazioni apposite della Amministrazione alla luce dell'orientamento espresso dal Consiglio Comunale e nell'ambito dei poteri dei rispettivi organi. 
  6. Qualora le istanze, le proposte e le petizioni siano sottoscritte in modo associato da almeno duecentocinquanta cittadini, la Giunta le sottopone comunque alle valutazioni del Consiglio Comunale entro sessanta giorni dal ricevimento. 
  7. Di istanze, proposte, petizioni e relative decisioni, deliberazioni e lettere, è conservata copia negli archivi secondo le disposizioni di legge. 
  8. E' prevista l'iniziativa per l'adozione di atti amministrativi di competenza del Consiglio Comunale, che si esercita mediante proposte sottoscritte da almeno 800 elettori. 
  9. Qualora le istanze, le proposte e le petizioni riguardino temi sui quali è necessaria una valutazione di impatto ambientale, la Giunta li sottopone comunque alla valutazione del Consiglio Comunale entro sessanta giorni dal ricevimento.
 

Art. 25 - Il referendum consultivo

  1. Nelle materie di competenza locale possono essere indetti referendum consultivi, su iniziativa dell'Ammini-strazione Comunale o dei cittadini. 
  2. La richiesta di referendum consultivo deve essere sottoscritta da non meno di duemila cittadini elettori lissonesi. L'Amministrazione Comunale può altresì indire consultazioni della popolazione allo scopo di acquisire pareri e proposte in merito all'attività amministrativa. 
  3. Il Consiglio Comunale approva un regolamento nel quale vengono stabilite le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato. 
  4. Il Consiglio Comunale deve prendere atto del risultato della consultazione referendaria entro 90 giorni dalla proclamazione dei risultati e provvedere con atto formale in merito all'oggetto della stessa. 
  5. L'onere finanziario per l'indizione del referendum e per le spese conseguenti è a carico del Comune che provvede con la necessaria variazione di bilancio da finanziarsi tramite proprie entrate fiscali.
 

Art. 26 - Il Difensore Civico

  1. E' istituito l'ufficio del Difensore Civico al fine di garantire l'imparzialità e il buon andamento dell'Amministrazione Comunale. 
  2. Il Difensore Civico è pubblico ufficiale a tutti gli effetti di legge. 
  3. Le segnalazioni del Difensore Civico sono indirizzate al Sindaco. 
  4. Il Difensore Civico:
    1. segnala autonomamente o su istanza di cittadini singoli o associati, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell'Amministrazione Comunale nei confronti dei Cittadini;
    2. ha la facoltà di svolgere un'azione di verifica sull'attività della dirigenza nel rispetto dei principi della imparzialità ed efficienza;
    3. ha facoltà di svolgere una funzione di verifica nei confronti della Giunta per l'adozione di atti in esecuzione degli indirizzi del Consiglio Comunale;
    4. il Difensore Civico trasmette almeno semestralmente un proprio rapporto al Consiglio Comunale sull'attività svolta e sulle disfunzioni rilevate;
    5. entro il 31 gennaio di ogni anno presenta al Consiglio Comunale una relazione scritta complessiva che è posta all'ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile e comunque resa pubblica alla cittadinanza nelle forme previste dal regolamento;
    6. può rendere pubblici i risultati della propria attività nella forma che ritiene piu' idonea con l'omissione di riferimenti nominativi a persone;
    7. svolge il proprio incarico in piena indipendenza dagli organi del Comune;
    8. ha diritto di accedere a tutti gli atti del Comune e allo stesso non può essere opposto il segreto d'ufficio;
    9. è tenuto a sua volta al segreto d'ufficio;
    10. esercita le altre funzioni attribuite dalla legge. 
  5. Gli Amministratori del Comune, degli Enti o Istituzioni, delle aziende sottoposte a vigilanza del Comune nonchè i loro dipendenti sono tenuti a fornirgli le informazioni utili allo svolgimento della funzione entro dieci giorni dalla richiesta. 
  6. Al Difensore Civico è attribuita una indennità di funzioni da determinarsi in sede di Regolamento.
 

Art. 27 - L'elezione del Difensore Civico

  1. Il Difensore Civico è scelto fra una rosa di nomi di candidati che abbiano proposto domanda in seguito ad avviso emesso dall'Amministrazione Comunale.
  2. E' eletto dal Consiglio Comunale, entro 90 giorni dalla scadenza, tra i cittadini iscritti da almeno cinque anni nelle liste elettorali del Comune ed in possesso dei requisiti di provata imparzialità, indipendenza competenza e probità, che abbiano compiuto i trent'anni di età. 
  3. L'elezione avviene nelle prime tre votazioni con la maggioranza dei due terzi dei Consiglieri Comunali in carica mentre nelle successive votazioni è sufficiente la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. 
  4. Il Difensore Civico resta in carica per quattro anni, può essere revocato dal Consiglio Comunale con mozione motivata approvata a maggioranza dei tre quarti dei Consiglieri in carica e può essere riconfermato secondo le medesime modalità solo per un successivo quadriennio. 
  5. Qualora il Difensore Civico presenti le dimissioni irrevocabili, entro quarantacinque giorni dalla presa d'atto il Consiglio Comunale elegge il sostituto. Sino a tale elezione ed accettazione e scambio delle competenze e dei poteri, il Difensore Civico dimesso resta in carica. 
  6. Il Difensore Civico, prima di assumere l'incarico, presta giuramento davanti al Consiglio Comunale secondo la formula di rito. 
  7. Il Difensore Civico può partecipare di diritto alle riunioni del Consiglio Comunale senza diritto di parola e di voto. Può esprimere la propria opinione solo se richiesto dal Presidente dell'organo collegiale. 
  8. Sono ineleggibili alla carica di Difensore Civico:
    1. i membri del Parlamento, dei Consigli Regionali, Provinciali e Comunali, nonchè i candidati alle ultime elezioni comunali;
    2. i dirigenti di partiti politici a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale;
    3. i titolari, gli amministratori, i dirigenti di enti, istituti, aziende od imprese che hanno rapporti contrattuali con il Comune, a qualunque titolo o ricevano benefici di natura economica dal Comune stesso;
    4. i componenti dell'Organo Regionale di Controllo; 
    5. i dipendenti del Comune o delle società, aziende, enti ed istituzioni controllate dal Comune stesso.
 

Art. 28 - L'ufficio del Difensore Civico

  1. L'ufficio del Difensore Civico ha sede presso il Palazzo Comunale e si avvale della collaborazione di non piu' di tre dipendenti comunali di adeguato livello, che dipendono funzionalmente dal Difensore Civico e gerarchicamente dal Segretario Generale.
  2. Il regolamento di attuazione disciplina le modalità di elezione, il funzionamento, l'organizzazione dell'ufficio, le relative strutture e l'apposito organico.
 
 
Ultima Modifica: 23/10/2014