MENU

Diario in Comune

 

20 marzo 2017

 

Pensiamo un futuro per l'Oratorio San Luigi

 

Circolano in questi giorni proposte varie sul futuro dell'oratorio San Luigi e mi fa piacere che si discuta (anche se in stile un po' «elettorale»...) di un bene che tutti noi lissonesi sentiamo giustamente come «nostro». In effetti so quanto cari siano quei muri per i tanti che lì sono cresciuti, che lì si sono formati interiorizzando valori che hanno poi seguito per tutta la vita.

 

Quella del futuro di quell'area rappresenta dunque una sfida non solo per la prossima amministrazione, ma per tutta la città. Anch'io ho la mia idea in merito e l'ho più volte espressa in sede di Consiglio comunale, chiara e sintetica, guardando al futuro senza dimenticare le radici. La espongo qui di nuovo: mi piacerebbe che l'area diventasse una risposta alle nuove esigenze del territorio, come è stata in passato. Sono consapevole del bisogno educativo ed aggregativo della nostra città; lo vedo con i miei occhi ogni volta che cammino per il centro, che incrocio gli sguardi delle nostre nuove generazioni. Ed è pensando a loro che ho cercato di rispondere in modo propositivo e costruttivo a chi mi chiedeva informazioni su quel luogo.

 

Ma bisogna anche mantenere i piedi per terra e partire da dati di fatto ben precisi. Anzitutto lo stabile è di proprietà della Parrocchia, che giustamente spera di ricavarci il necessario indispensabile per rinnovare le sue strutture - altrettanto preziose - in altra parte della città. «Perché allora non lo compra il Comune?», mi chiedono in tanti. Questo è il secondo dato di fatto, di cui certi sondaggi non tengono conto: per le norme vigenti il Comune non può acquistare un'area del genere, anche se ne avesse estrema necessità e anche se possedesse le risorse per farlo.

 

Senza contare che abbiamo già molti stabili da ristrutturare o da mettere a norma (Villa Reati, Villa Magatti, Palazzina via Garibaldi, ex asilo Penati, l'ex ospedale...) e poi da gestire e mantenere in uso, pertanto non sarebbe saggio né previdente impegnarci in spese così cospicue. I sogni vanno bene, ma bisogna commisurarli alle reali possibilità!

 

Qual è dunque la mia proposta? Ecco: a me basterebbe un auditorium (l'Excelsior rinnovato), una cappella viva come segno della storia, e una costruzione di tipo sociale. Ho suggerito più volte cosa si potrebbe fare e come si potrebbe arrivare ad avere un teatro da mettere a disposizione della collettività. Lissone ne ha bisogno, ha la necessità di poter disporre di un luogo adatto in cui fare cultura, musica, arte. Più volte poi avremmo voluto ricevere una proposta, un progetto di realizzazione che andasse nel senso dell'housing sociale (di qualunque tipo). Ed è per questo motivo che non abbiamo accolto l'osservazione sottoposta al Consiglio comunale durante la discussione in merito al Piano di Governo del territorio, in cui veniva richiesta soltanto una destinazione residenziale per tutta l'area.

 

Immagino che sarebbe davvero bello se all'interno di quelle mura trovassero posto e abitazione degli anziani o dei disabili, se si potessero costruire percorsi di vita indipendente e permettere loro di mantenere ancora per un po' quella autonomia che ogni anziano cerca di custodire. A mio parere questo sarebbe compatibile con l'esigenza della Parrocchia di realizzare ciò di cui ha bisogno per continuare il proprio percorso pastorale. Alla fine avremmo risposto a una pluralità di richieste, senza tradire la vocazione del luogo e mantenendo un pensiero lungimirante.

 

Chiunque governerà dovrà scontrarsi con questa realtà, ricordandosi del suo passato e guardando con slancio innovativo al futuro. Come Amministrazione, noi siamo stati sempre disponibili e lo siamo tuttora a confrontarci, se arrivasse sul tavolo un'idea del genere esposto. So che l'iter sarà lungo e tortuoso. So che non mancheranno difficoltà e contrapposizione di visioni. Ciò che mi dispiace enormemente è che il "San Luigi" diventi oggetto di scontro politico. Si merita un rispetto molto più grande. Soprattutto per chi quella storia l'ha vissuta.

 

 
Ultima Modifica: 21/03/2017