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Diario in Comune

 

3 gennaio 2019

 

Il senso del Vuoto

 

Lunedì 31 dicembre, Lissone si è svegliata senza Gesù Bambino in uno dei presepi che il Circolo don Bernasconi, con l'aiuto di molte realtà cittadine, ogni anno dissemina sul territorio.

 

E' il presepe posizionato sul sagrato della Chiesa prepositurale. Insieme agli altri presepi, racconta l'immagine di una "Lissone città presepe" dove il presepe è tradizione, lavoro artigianale, espressione di creatività, momento di aggregazione e di lavoro collettivo, espressione di una intelligenza legata alla capacità di tradurre un progetto in oggetto concreto.

 

E' un simbolo di fede, ma è anche una narrazione di valori concreti e tangibili incarnati nella nascita di un figlio e di una famiglia che accoglie.

 

Alcuni ragazzi hanno preso la statuetta del bambino Gesù. L'hanno portata via.

 

Non sappiamo perché lo hanno fatto: se frutto di una bravata e goliardia, se con lo scopo di distruggere una presenza religiosa. Gesto condannabile ed esecrabile che con l'intervento tempestivo delle forze dell'ordine ha già una conseguenza forte per gli autori. Con la speranza che si rendano conto di ciò che hanno compiuto.

 

Nella natività deturpata è rimasto un vuoto. Non solo di spazio, ma di legame tra le due persone rimaste. Come se non avesse più senso essere lì in attesa.

 

Questo vuoto interroga, ci parla di distanze, ci dice quanto basta poco perché ciò che è perfetto cambi e ci scombussoli.
Non ci piace il vuoto e vorremmo subito riempirlo con altro. Ma non sempre l'altro è a disposizione e il più delle volte va costruito.

 

Come le relazioni, come i rapporti umani: necessitano di tempo per essere costruiti, per rinforzarsi e rinsaldarsi.

Ecco: il vuoto in quella capanna ha il senso del lavoro di molti che pazientemente cercano di riempire le mancanze e i vuoti di senso che vediamo attorno. Generosamente, offrono il loro tempo.

 

Sono tante le persone che costruiscono e donano il loro tempo perché il vuoto diventi spazio di bene.

 

Ecco, lo spazio di Gesù nella capanna non vediamolo più come qualcosa che manca, ma leggiamolo come luogo della nostra comunità.

 

Sarebbe significativo se i ragazzi riportassero il Gesù Bambino, magari con uno scritto di scuse, e dimostrassero di aver compreso l'errore commesso.

 

Sarebbe anche bello se le persone che passano possano lasciare un pensiero di pace.


 
 
Ultima Modifica: 04/01/2019