Diario in Comune

 

28 aprile 2022

Accoglienza ucraina, la lettera del Sindaco in rappresentanza di 22 comuni della Brianza

 

Il Bando della Protezione Civile pubblicato negli scorsi giorni che riguarda i contributi stanziati dal Governo per l'accoglienza alle famiglie ucraine scappate dalla guerra è per noi assolutamente carente e mal strutturato. La scelta di dirottare le risorse su chi accoglierà i profughi da qui in poi e non sulle famiglie che in queste settimane si sono fatte carico di contribuire al sistema dell'accoglienza aprendo le porte di casa loro è incomprensibile.

So bene cos'ha comportato questa scelta di generosità, anche in termini d'impegno economico, per chi anche qui a Lissone ha sostenuto il nostro impegno nell'accogliere più di 220 persone, per lo più donne e bambini.

Per questa ragione ho inviato una nota ufficiale affinché ANCI chieda al Governo di tornare sui suoi passi, riconoscendo un contributo anche a chi con grande civismo e umanità ha sostenuto l'impegno delle istituzioni in queste settimane.

Condivido la lettera che ho firmato con il Sindaco di Seregno insieme ad altri 20 Sindaci della Provincia di Monza e Brianza sull'attuale strutturazione dei contributi stanziati per l'accoglienza dei profughi ucraini.
La nota ufficiale è stata trasmessa ad Antonio Decaro, Presidente dell'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, e Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia.

Caro Presidente Decaro,

la guerra in Ucraina - scoppiata ormai da otto settimane - ha prodotto il più grande esodo di persone da alcuni decenni a questa parte. Un esodo, quello dei profughi ucraini, per lo più donne e bambini, che ha visto l'Italia come una delle mete d'arrivo di questi viaggi della speranza. 

In questo contesto che ci ha visto tutte e tutti coinvolti emotivamente in ragione delle immagini della guerra che arrivavano, e continuano tragicamente ad arrivare, noi Sindaci, insieme alle nostre comunità, ci siamo fatti carico di attivare un sistema di accoglienza che consentisse a queste persone di potersi sentire al sicuro e accolte. 

Una rete composta da enti del terzo settore e parrocchie, che come sempre si sono attivati con professionalità e attenzione a chi è in difficoltà, ma soprattutto da privati cittadini che con grande senso civico e spirito umanitario hanno aperto le porte delle loro case a chi non sapeva dove andare.  

I nostri 22 Comuni brianzoli accolgono a oggi oltre 1300 persone scappate dalla guerra, poco meno della metà dei quali minori, la gran parte ospiti nelle abitazioni dei nostri concittadini. Abbiamo sperato che il Governo premiasse questa disponibilità dimostrando riconoscenza a queste famiglie, anche fornendo loro un supporto economico per rifonderle dell'impegno che hanno finora sostenuto e che in molti sono disposti a continuare a sostenere.  

Questo invece non è accaduto, chi ospita (soprattutto chi lo fa già da quasi due mesi) si vede sempre più stanco e affaticato nella gestione delle spese, e a fronte di questo il bando della Protezione Civile che prevede questi contributi non includerà le persone che hanno già accolto/che sono state già accolte in famiglia, ma solo le nuove convivenze realizzate a partire dalla firma della convenzione. Prendiamo atto con amarezza dell'esclusione di chi sta già accogliendo queste persone in fuga dalla guerra, in un cortocircuito che premia chi invece si attiva solo ora a fronte di un contributo economico certo. Chi è stato più generoso viene così quasi mortificato.

Siamo convinti che si debba correre rapidamente al riparo per evitare che si verifichi quella che non esitiamo a chiamare ingiustizia. E che a richiamare il Governo su questo aspetto debba essere proprio l'Associazione che rappresenta chi, in queste settimane complesse, si è fatto carico di sollecitare i suoi concittadini per individuare soluzioni praticabili nell'accoglienza che non sovraccaricassero la rete pubblica.  

Il Governo deve riconoscere un contributo per l'importante sforzo che stanno sostenendo. È miope e scorretto che questo contributo non vada anche alle famiglie che si sono messe a disposizione per accogliere già da febbraio. Il nostro sistema regge anche grazie a loro, e il dispositivo della Protezione civile nazionale deve riconoscerlo. 

Chiediamo allora a questa associazione di prendere una posizione forte e decisa nella speranza che il Governo possa sanare questa situazione e garantire un contributo a quelle famiglie che hanno aperto le porte delle loro case alle famiglie ucraine garantendo loro non solo un tetto, ma anche i pasti e assistenza in tutte quelle attività che coinvolgono chi si trova in una situazione come questa: ingresso nel sistema sanitario, introduzione all'attività scolastica, individuazione di attività per i più piccoli, solo per fare alcuni esempi concreti con cui ci siamo dovuti confrontare. 
Confidiamo nella sensibilità dimostrata da chi guida questa associazione e dai suoi organismi dirigenti per far sì che questa situazione possa davvero essere superata grazie a una interlocuzione proficua con il Governo.

Ringraziandola per il suo lavoro, le porgiamo cordiali saluti.

Lissone, 27 aprile 2022

SINDACO DI LISSONE
Concettina Monguzzi

SINDACO DI SEREGNO
Alberto Rossi

 

Simone Sironi - Sindaco di Agrate Brianza
Piermario Galli - Sindaco di Barlassina 
Mauro Colombo - Sindaco di Bellusco
Andrea Esposito - Sindaco di Bernareggio
Marco Troiano - Sindaco di Brugherio 
Monica Buzzini - Sindaco di Caponago
Daniele Nava - Sindaco di Carnate 
Davide Fumagalli - Sindaco di Cavenago
Maurilio Longhin - Sindaco di Cesano Maderno
Maria Rosa Redaelli - Sindaco di Macherio
Maria Fiorito - Sindaco di Muggiò 
Fabrizio Pagani - Sindaco di Nova Milanese
Daniel Siccardi - Sindaco di Ornago 
Kristiina Loukiainen - Sindaco di Ronco Briantino
Carla Della Torre - Sindaco di Sulbiate 
Pietro Cicardi - Sindaco di Triuggio 
Lisa Mandelli - Sindaco di Usmate Velate
Samuele Consonni - Sindaco di Verano Brianza
Luca Ornago - Sindaco di Villasanta 
Francesco Cereda - Sindaco di Vimercate

 
Ultima Modifica: 28/04/2022