Diario in Comune

 

25 aprile 2021

Il 25 aprile e gli artigiani della pace

 

Parto oggi da una poesia di Tonino Guerra.

Tonino Guerra era un antifascista, romagnolo.

Fu catturato e portato dapprima a Forlì e poi a Fossoli nel locale Centro di raccolta per la manodopera da inviare in Germania.

Venne deportato in Germania e rinchiuso in un campo d'internamento a Troisdorf.

Scrive: «Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie in romagnolo».

Guerra, che conosceva a memoria i Sonetti romagnoli di Olindo Guerrini, li recitò ai compagni di prigionia per distrarli dall'angoscia e dalla nostalgia di casa. Poi iniziò ad inventare nuove poesie, che un compagno di prigionia copiava per lui a mano.

Dopo la fine del conflitto mondiale, nell'agosto 1945 ritornò a casa.

Fu poeta, sceneggiatore di molti film e pittore.

La poesia si intitola: La farfalla.

Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

Ho preso questa sua poesia perché esprime un sentimento di gioia e di felicità legato alla liberazione dal campo di concentramento.

E la gioia per la libertà spinge Tonino a riconoscere e vedere una farfalla.

Gli fa ritrovare il senso della bellezza che l'insetto racchiude: la vivacità dei colori, la leggiadria, e sposta il suo pensiero dalla fame, dall'angoscia della sopravvivenza, dal grigiore vissuto fino a quel momento alla bellezza.

Bellezza che in quel momento diventa la cosa più essenziale per sopravvivere e per renderlo felice

Ed è stato il pensiero più felice della sua vita ancora di più dei riconoscimenti e dei premi per le sceneggiature di film famosi.

Pensando al 25 Aprile di 76 anni fa le immagini di Lissone che abbiamo anche messo sul sito ci riportano a molta gente che festeggia ed è felice per la libertà riconquistata.

Quasi a dimenticare il grigiore. La fatica, la lotta per giungere a quel momento felice.

La libertà ci permette di saper cogliere la felicità. Felicità è a portata di mano.

La libertà è la condizione prioritaria.

Lo sapevano tutte le persone che con coraggio sono state capaci di sacrificio, di dono, di lotta.

Lo sapevano tutte le persone che con grande capacità intellettuale hanno scritto una nuova carta costituzionale

Lo sapevano tutte le persone che con paura hanno camminato sulle macerie di città distrutte, ricostruendo con forza un luogo di vita.

Lo sanno ora in molte parti del mondo e nel nostro Mar Mediterraneo le molte persone che scappano da guerre e morte cercando la propria libertà. E' di ieri la notizia che ancora migranti, 130, sono morti annegati al largo della Libia. Ancora una tragedia che si ripete all'infinito.

Il desiderio di libertà è sempre più legato alla possibilità di trovare uno sviluppo e una prospettiva di vita. 

Lo è anche per noi in questo momento storico. Spesso prevalgono incertezza e l'ansia, il cammino e la ricerca, il disorientamento e il rancore. Però se da un lato alcuni vivono distacchi e separazioni, altri sono capaci di relazioni forti, di cura solidale, di coesione.

Oggi abbiamo inaugurato il monumento alla pace donato dalla professoressa Virginia Frisoni. La ringraziamo per il pensiero. La ringraziamo soprattutto perché la sua arte ci aiuta e ci stimola a riflettere e a "prendere parte".

Lissone, 25 Aprile 2021  - "La pace rende liberi" inaugurazione monumento
 

"La pace rende liberi". La pace è una condizione per la libertà. Termine abusato. Ma sappiamo che la pace intesa in senso integrale ha bisogno di persone che lavorino, che la costruiscano. Ha bisogno di "artigiani della Pace" che lavorino sulle diseguaglianze, sulle opportunità di lavoro, sui diritti, sulla mancanza di sviluppo integrale.

L'indifferenza deve lasciare il posto al "prendersi cura" .

E chi è responsabile all'interno della società e della comunità di scelte e di compiti specifichi, deve avere questo aspetto ben chiaro.

Siamo chiamati ad una prossimità, all'attenzione alle persone, sia a livello personale, ma anche di andare alla radice delle scelte per favorire la crescita e lo sviluppo di condizioni che possano far crescere le persone e la comunità. 

L'augurio di un 25 aprile di speranza in questo momento ancora difficile e di cura della nostra libertà.

 

 
Ultima Modifica: 26/04/2021