Diario in Comune

 

1 gennaio 2021

Un nuovo tempo da vivere

 

Un pensiero per il Primo giorno dell'anno.

Ci lasciamo alle spalle un anno terribile. Sappiamo tutti ciò che è successo e ciò che abbiamo e stiamo soffrendo.

Ci siamo sorpresi, impauriti, arrabbiati, smarriti, siamo stati obbedienti, siamo stati distanti, siamo stati però anche vicini, solidati, compassionevoli. Abbiamo capito l'importanza della CURA, dell'ISTRUZIONE, degli AMICI, degli AFFETTI, del LAVORO, della FAMIGLIA.

Ci siamo resi conto che la vita che avevamo programmato ha dovuto fermarsi, modificare. 

LA VITA ACCADE. E quello che avviene ci provoca, ci tocca, ci chiama a metterci in gioco

Inizia un nuovo anno e un nuovo tempo da vivere. Tempo che pensiamo sia una occasione.

Molto si è scritto sulle parole più usate quest'anno. Una è "non ti sento"  " mi senti?" legata ai collegamenti.

La necessità e la voglia di essere collegati, di continuare il lavoro ed il confronto.

Un gruppo di giovani volontari di Lissone hanno ragionato sulle parole per loro importanti, che hanno segnato il loro 2020: abbraccio, distanza, cura.

Abbraccio e distanza segnano la necessità della prossimità, dello stare insieme. La distanza come vuoto da colmare, da riempire con qualcosa di senso. Vuoto che non deve allontanare.

Cura, come atteggiamento verso le persone, verso le cose.

Su un quotidiano uscito gli ultimi giorni dell'anno è stato prodotto un inserto nel quale appaiono i volti di 104 donne che nel 2020 hanno lasciato il segno nel mondo per azioni riguardanti la scienza, la politica internazionale, lo sport. Ci sono donne che hanno lavorato per il vaccino, chi ha preso il premio nobel, chi ha lottato per i diritti umani.

Sono donne straordinarie per passione, talento, idee, traguardi.

Tra queste donne c'è una ragazza di Lissone. 16 anni, un sorriso fantastico. Una sportiva, "bomber dei canestri". In attesa che i palazzetti riaprano.

In un altro inserto il quotidiano ha chiesto ai lettori di raccontare il loro giorno più bello del 2020. Giorgio, un cittadino di Lissone, ha scritto: " il 21 novembre, in piena zona rossa e con i negozi di abbigliamento chiusi, la figlia della mia compagna è stata informata che sarebbe stata assunta a tempo indeterminato."

Altra parola che ci stiamo dicendo in questi giorni è SPERANZA.

Speranza che ha il volto della ragazza cestista ed è contenuta nella frase di Giorgio.

Speranza che la nostra sedicenne ha costruito con la sua passione, la volontà e la tenacia.

La ragazza assunta ha dimostrato bravura, competenza. Chi l'ha assunta ha dimostrato di voler costruire il futuro.

Non sono eroi. Hanno fatto al meglio il loro lavoro.

La speranza è nel nostro lavoro di ogni giorno, nel non arrenderci, nel mettersi in gioco e non essere indifferenti.

L'augurio che voglio farvi e farci, parte da loro. Dalla speranza che costruiamo nella quotidianità, stando al nostro posto, svolgendo il nostro lavoro, credendo in ciò che facciamo.

Vi è una speranza nelle piccole cose e in una ricerca di bene.


 
Ultima Modifica: 04/01/2021