Diario in Comune

 

24 gennaio 2019

 

Una pietra per ricordare

 

Era un calciatore Mario Bettega, un ragazzo che sicuramente non passava inosservato.

 

Bello, atletico, sguardo vispo. Un talento cristallino. Col pallone fra i piedi, era capace di incantare, creare, divertire, fare goal.

 

Forse, al giorno d'oggi, sarebbe diventato uno di quei "miti" di cui si comprano la maglietta con sopra il numero ed il nome stampato.

 

Ma oltre che giocatore della Pro Lissone, Mario Bettega era un ragazzo con ideali e valori ben saldi.

 

Sosteneva l'importanza della libertà, del diritto all'uguaglianza, al pensiero, alla parola.

Fu convintamente antifascista e la sera, dopo aver lavorato in fabbrica, aiutava la Resistenza.

 

Lo faceva trasportando qualche pacco di otturatori e caricatori verso i laboratori clandestini che servivano per alimentare la difesa dal nazifascismo.

 

Mario Bettega fu catturato proprio mentre stava svolgendo la sua Resistenza.

Fu portato a San Vittore, da lì a Mauthausen dove morì ad appena 26 anni.

 

Era il 19 marzo 1945.

Un orrore.

 

A quel giovane, la città di Lissone rende omaggio posando una pietra d'inciampo proprio all'ingresso dello stadio comunale della Pro Lissone Calcio.

Un luogo a lui caro. Possiamo immaginare quante volte avrà varcato quella soglia per andare a giocare una partita di calcio, per andare ad indossare la maglia bianca e blu della "Pro".

 

Il mio invito è proprio questo: fermarsi davanti a quel sanpietrino metallico e pensare alla storia di questo giovane.

 

Una pietra d'inciampo posta alla soglia di un luogo importante per la nostra città.

 

Uno spazio che diventa occasione di memoria. Di ricordo.

 

Un mezzo per ricordarci chi ha dato la vita per la libertà e a spronarci ad andare sempre oltre la soglia per difendere i diritti di tutti.

 

Un po' come ha fatto Mario, che anziché rimanere in disparte ha scelto di varcare l'uscio di casa per aiutare la Resistenza.

 

A volte è difficile superare la soglia, occorre consapevolezza e coraggio.

 

Occorre la volontà di prendere parte, di capire in cosa si vuole credere e dove riporre la speranza

 

Occorre muoversi.

 

Noi ora stiamo ponendo pietre d'inciampo di persone che hanno vissuto più di 75 anni fa.

 

Tra 75 anni quali pietre d'inciampo potranno porre? Per che cosa? Per quale Resistenza?

 

E noi oggi che pietre d'inciampo vogliamo essere?

 
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Ultima Modifica: 24/01/2019