Diario in Comune

 

29 giugno 2020

Diario in Comune - Il dolore, la paura, il ricordo

 
Trovate qui il discorso che ho condiviso con i tanti cittadini presenti in occasione della funzione religiosa di lunedì 29 giugno con cui la nostra comunità ha dato l'ultimo saluto alle persone scomparse nei mesi di marzo, aprile e maggio. Un momento toccante che segnerà il nostro futuro.

Usciamo da mesi complicati e difficili. 
La paura ci ha segnato.
La normalità non c'è ancora.

Sono 114 le persone che sono morte a Lissone nei mesi di marzo, aprile e maggio e non sono state accompagnate con una celebrazione normale.

Sono tante le persone che non hanno potuto esprimere un affetto alla famiglia attraverso la presenza e l'abbraccio.

Siamo qui forse più  vulnerabili.
Forse più arrabbiati.
Forse più tristi.

 

Grazie a voi che siete qui questa sera.
Grazie al parroco e ai preti della Comunità pastorale per la celebrazione.
Grazie a chi ha una grande fede, ma anche a chi ne ha meno o non ne ha, ma è qui lo stesso.

Qualcosa di grande è mancato.

Per molti è mancata la vicinanza al proprio caro nel momento più difficile della vita, il momento in cui il respiro lo ha lasciato.

È mancato il saluto.

Sono mancati la mano calda e tenera, lo sguardo capace di parlare di riconoscenza e di amore, la parola e il gesto di consolazione.

È mancato il momento del grazie e del saluto. Lacrime e addii negati.

Una morte in solitaria.

Un grande sentimento di abbandono e di mancanza. Niente e nessuno potrà colmarlo. E sono sicura che è questo che ci strugge e ci rende molto tristi.

Vorremmo riavvolgere il film e tornare indietro.

Non è possibile: questo virus ci ha portato via la cosa più importante.

So che queste parole non cambieranno la realtà. Ma sono qui per dimostrarvi la mia vicinanza, quella di tutta l'Amministrazione comunale e del Consiglio comunale.

È il momento del ricordo e della memoria.

Memoria che non è sicuramente la facoltà di disporre dei ricordi in un cassetto e chiuderli dentro perché non spariscano.

La memoria è qualcosa di profondo, radicato, che ci cambia. Diventa radice dei nostri pensieri e delle nostre scelte. E' il ponte tra ciò che è stato ed è passato e ciò che avverrà.

La memoria di ciò che stiamo facendo affiorare oggi attraverso questo momento e anche in altri che seguiranno nella nostra città, è una memoria che guiderà la nostre scelte, il nostro modo di vivere, di affrontare e superare le sfide, di individuare gli sbagli e di porne rimedio.

Ho preparato un fiore dedicato ad ogni persona deceduta in questo periodo. Trovate un biglietto con una frase ripresa da un film di Ferzan Ozpetek, "La finestra di fronte": "Tutti quelli che se ne vanno ci lasciano addosso un po' di sé. E' questo il segreto della memoria: ci sentiamo più sicuri perché sappiamo che non saremo mai soli". 

Cosa ci hanno lasciato addosso queste persone? 

Sicuramente ognuno di voi, parenti e amici, conserva nella propria memoria uno spazio dedicato e si porta addosso una frase, un gesto, un profumo.

Noi come città ci portiamo addosso il valore del lavoro che hanno svolto nella nostra  città, della fatica nella malattia spesso arrivata all'improvviso. Ma soprattutto ci portiamo addosso ciò che loro non hanno potuto avere nell'ultimo momento di vita: la prossimità di relazioni vere e sincere. 

E a noi che le abbiamo ancora a disposizione viene chiesto di non sprecarle. Viene chiesto che, sostenuto lo smarrimento, diventiamo capaci di affidarsi, di richiamarsi, di vegliare gli uni sugli altri.

Ci portiamo addosso la morte di molte persone anziane, di una generazione colpita dal COVID-19.

Ce lo portiamo addosso perché non vogliamo che tutto si perda.

Ce lo portiamo addosso perché dobbiamo recuperare nelle relazioni l'incontro tra le generazioni.

Mi viene in mente quello che scrive Agnese Moro riferendosi al padre: "Mio padre aveva la preoccupazione di pulire il futuro dei giovani".

Pulire: questa parola mi fa sempre riflettere.
Pulire dalle scorie, dal superfluo, dal peso dei conflitti passati.

Rivedere stili di vita.
Questo ci portiamo addosso.

Grazie perché la vostra sofferenza che ci "sbatte addosso" e ci riporta il senso vero del vivere.

 

Il Sindaco 
Concettina Monguzzi


 
Ultima Modifica: 30/06/2020