Il Comune di Lissone in prima linea nella lotta all'evasione fiscale; ma senza «delatori» o bambini usati come «spie»...

Si potrebbe leggere così la delibera (n. 720 del 4 giugno) approvata  nei giorni scorsi dalla nuova amministrazione comunale (la Giunta precedente invece l'aveva sorprendentemente e continuamente rinviata...), in attuazione della legge che vuole contrastare l'evasione e applicare il vero e  concreto federalismo fiscale.

 

In pratica, si tratta di sottoscrivere un accordo con l'Agenzia delle Entrate secondo il quale verranno messi in comune i dati relativi a vari servizi forniti ai contribuenti (ad esempio quelli sui contratti del gas, dell'acqua o sugli affitti) in modo che si possa «incrociarli» con altri elenchi, come quelli dell'Imu o della Tia, e individuare in questo modo possibili casi di grande evasione fiscale.

 

Niente paura: i piccoli contribuenti e chi già paga le tasse non ha nulla da temere, anzi ha tutto da guadagnare. Gli accertamenti (effettuati esclusivamente da funzionari comunali, con totale garanzia della privacy) saranno infatti diretti anzitutto verso categorie ben precise di possibile grande evasione e verranno inoltrati al Ministero solo dopo verifiche molto accurate. Ecco i cinque ambiti che saranno progressivamente interessati ai controlli: urbanistica, patrimonio immobiliare, commercio e professioni, residenze estere, disponibilità di beni di lusso.

 

In cambio, al Comune sarà corrisposto un «premio» per ogni imposta recuperata (anche quelle derivanti dalle cosiddette "case-fantasma"): per tre anni la tassa finirà direttamente nelle sue casse. Dunque un provvedimento dovuto, ma che va anche nel senso della giustizia fiscale (pagare tutti significa infatti pagare tutti un po' di meno) e procura inoltre un beneficio al nostro bilancio; i soldi recuperati, infatti, potranno essere usati per i servizi pubblici di cui - come tutti sappiamo - Lissone ha estremo bisogno.

 
 

 Lissone, li 13 maggio 2012

 
Ultima Modifica: 02/01/2017