8 luglio 2012 

Rifugio Lissone

 

Ho ricevuto l'invito per recarmi al Rifugio "Città di Lissone" in occasione del quarantesimo della sua  inaugurazione.
Un rifugio posto a 2000 metri, sull'alta via dell'Adamello.
Ci penso un po' prima di accettare l'invito, non perchè non mi piaccia la montagna, anzi, ma  per  la mia attuale mancanza di allenamento.
Tutti mi raccontano di un sentiero ripido e non troppo piacevole.

Parto comunque la mattina prestissimo accompagnata da tre amici. Parcheggiamo l'auto vicino all'inizio della teleferica e iniziamo a percorrere il sentiero. Il percorso si inerpica tra massi e sassi,  ripido e quasi mai in piano. Il paesaggio attorno è spettacolare.
Devo stare attenta a dove metto i piedi, a volte le rocce sono scivolose, spesso devo pensare all'appoggio migliore e più sicuro. Mi capita anche di sbagliare passaggio e di tornare a ridefinire la mia salita.

Perdo l'equilibrio, ricomincio. Non riesco e non si può tenere sempre lo stesso passo. A volte occorrono passi lunghi che superano sassi alti, a volte tanti passi corti che si insinuano tra le rocce e raggirano passaggi più difficili. Niente è facile e regolare.
Adagio, adagio, arrivo al rifugio. Sono contenta: ho persino rispettato il tempo indicato dal cartello.

Gli amici del CAI mi accolgono con gioia, sono euforici e ne hanno veramente motivo.
Il Rifugio è grande, ordinato, pulito, curato in ogni dettaglio. Le montagne attorno sono imponenti e frastagliate. I ghiacciai sembrano a portata di mano.
E mi si apre il cuore  pensare ad un pezzo di Lissone così meraviglioso. E' la nostra città che si allunga fin quassù per raggiungere una bellezza unica.

Incontro tanti lissonesi, tra cui Ambrogio Fossati e Giuseppe Valtorta che in qualità di sindaci hanno fatto molto per questo rifugio.
Partecipo alla Messa.

Trascorro una giornata piacevolissima, acquisto persino del formaggio prodotto in una malga.

E mi ritrovo a pensare al mio essere sindaco e mi rendo conto che è come questa salita. Difficile, mai scontato, mai con un passo uguale, sempre carico di insidie e di soluzioni diverse da ricercare.
In salita, sempre, con un equilibrio spesso precario. Ma l'arrivare al Rifugio, mi dà speranza.
Anche io , sindaco, ce la farò: un passo dopo l'altro, adagio e con costanza, ricercando la fermezza del procedere e tenendo ben chiara la meta.
E non sono sola in questa salita: tante persone, anche non ancora conosciute, sono disponibili a salire e a camminare al mio fianco.

Sono contenta di essere quassù. Ringrazio tutti per l'invito e vorrei che tanti lissonesi ci raggiungessero.
Ringrazio il CAI che custodisce questo Rifugio, se ne prende cura e lo conserva come un luogo raro e speciale.

 
Ultima Modifica: 04/03/2014