Diario in Comune

 

 2 Dicembre 2012

Percorso al buio

Raggiungo in biblioteca gli organizzatori del "Natale al buio", l'associazione L.U.C.E. , che  immediatamente mi  bendano gli occhi: a gruppi di 4 entriamo nella sala polifunzionale.

Non so chi siano i miei compagni di esperienza, non li ho visti e non so chi sia il ragazzo che ci guida: sento le loro voci e provo ad immaginare il volto e ad indovinare l'età. Affido le mie mani all'accompagnatore che lentamente ci accompagna a delle postazioni dove usando il tatto, l'udito, il gusto e l'olfatto proviamo a capire cosa abbiamo di fronte. Gli odori e i sapori del Natale ci raggiungono con prepotenza.

Quando non sento il contatto fisico con qualcuno o con qualcosa mi sento persa e non riesco a muovermi; il percorso dentro la sala polifunzionale, sala tra l'altro che conosco benissimo, mi sembra lunghissimo e quando cammino striscio e non riesco ad alzare i piedi da terra. Sono concentrata su quello che sto facendo e le voci mi arrivano da lontano. Diventano fortissimi gli odori e i profumi.

Al termine dell'esperienza, prima di togliere la benda, il nostro accompagnatore  abbraccia ognuno di noi.
Un abbraccio bello, al buio. Un contatto fisico, di fiducia e di abbandono.
Quando tolgo la benda guardo i miei compagni, siamo tutti un po' imbarazzati, forse ci pensavamo diversi.

E che dire del ragazzo-guida? Rimango esterefatta: è un ragazzino di 13 anni....timido, schivo. E pensare che a lui ci siamo affidati e il suo guidarci ci era sembrato così sicuro e deciso.
Come cambiano le percezioni quando si è al buio!    Quali saranno quelle giuste?!!

 
 
Ultima Modifica: 13/04/2013