Diario in Comune

 
 
 

16 marzo 2013 

 XVIII^  Giornata  della memoria e dell'impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

 Giornata importante che ha radunato a Firenze circa 150000 persone.

  Il corteo colorato, entusiasta, si snoda partendo dalla stazione di S. Maria Novella e raggiunge lo stadio. Molta gente è assiepata lungo i lati della strada e saluta il passaggio dei gonfaloni in rappresentanza di Comuni, Province, Regioni.

Lissone c'è, lì a fianco di grandi città e di  personaggi politici conosciuti.
Lissone c'è, soprattutto a fianco di associazioni, gruppi, singole persone, scuole.

E' la giornata della memoria e dell'impegno. Impegno che deve essere di tutti, delle istituzioni  e della società civile chiamate a camminare a fianco, in percorsi di legalità e responsabilità, di denuncia dell' ingiustizia e  della promozione di dignità e libertà di tutte le persone.

Mentre cammino penso alla nostra città, a quel grande bisogno di lavoro, di casa, di serenità e alla disperazione che si affaccia al mio ufficio. Penso al senso di impotenza che mi assale, alla paura di non fare abbastanza o di sprecare energie in modo inefficace, ma anche alla volontà che dentro mi muove, di costruire risposte vere.

Stiamo attraversando un periodo di crisi tremenda, che evidenzia maggiormente le diseguaglianze. Crisi di un sistema basato su logiche di profitto e che non è più in grado di sostenere gli impegni sottoscritti nella Costituzione e nelle Dichiarazioni dei diritti umani.

E si sa che quando i diritti sono deboli, le organizzazioni criminali crescono. Allora questa giornata è "giornata dell'impegno". Un impegno non solo "contro", ma "per".

Mentre cammino mi ripeto ad ogni passo che io sono qui; io, non altri; io, gli assessori e i consiglieri che sono con me siamo qui per assumerci responsabilmente il nostro impegno.

Sul palco, allo stadio, vengono letti i 900 nomi delle vittime per mano delle mafie dalla fine del 1800 ad oggi. Per 40 minuti si ascoltano nomi famosi passati alla storia e nomi di persone diventate "conosciute" perché non hanno voluto piegarsi a logiche di ingiustizia o perché per caso o per lavoro si sono trovate in mezzo ad una  strage. Ad ogni nome qualcuno applaude:è un familiare.

Di fianco a me una donna piange, in silenzio: i parenti delle vittime sono composti, dignitosi, emotivamente provati.  Don Ciotti ci richiama all'assunzione di un impegno personale e a percorsi di corresponsabilità e urla: "Non uccidiamoli una seconda volta!", dimenticando il loro sacrificio.
 
 La voce di Fiorella Mannoia ci consegna una riflessione  "La storia siamo noi, nessuno si senta escluso!"

 Su un lungo striscione bianco appeso alla cancellata dello stadio la scritta BRIANZA attira la nostra attenzione: è firmato ISIS Enriquez e Europa Unita Lissone!!!    Siamo felici......grazie ragazzi!

 
Ultima Modifica: 21/09/2017