Diario in Comune

 

3 luglio 2014

"Altro che crociera"

Forse in questi giorni avrete visto, sui giornali o su Facebook, un fotomontaggio che vorrebbe offendermi e mi raffigura nelle vesti di un capitano di Marina. Quelli che l'hanno ideato pensavano di farmi arrabbiare e invece mi hanno regalato una bella immagine: infatti penso spesso che il sindaco è davvero come il comandante di una grande nave, sulla quale sono imbarcati tutti: i ricchi e i poveri, gli italiani e gli stranieri, i giovani e gli anziani, i cittadini che sembrano vivere "in crociera" e quelli che invece purtroppo devono accontentarsi di un biglietto di terza classe.
Sì, siamo tutti sulla stessa barca di cui mi ritrovo ad essere in questi anni il comandante. Ma non è una nave di lusso come quella raffigurata nel fotomontaggio col quale i miei avversari politici mi attaccano: magari lo fosse! Lissone è invece una grossa imbarcazione che tiene ancora il mare ed ha anche qualche salone di lusso, ma mostra pure un bel po' di rattoppi, il motore dà qualche colpo e soprattutto i passeggeri non sono tutte persone che stanno trascorrendo un'amena vacanza... Anzi, qualche volta la mia nave deve addirittura fermarsi a raccogliere qualcuno che non ce la fa più, a gettargli un salvagente e a issarlo a bordo per salvargli la vita - come effettivamente fanno in questo periodo tanti comandanti di pescherecci o di vedette militari, nei confronti dei barconi di profughi nel mare di Sicilia.
Fanno bene o fanno male, questi marinai, a fermarsi per salvare bambini e donne senza nessun altro possibile aiuto? Credo che nessuno di noi, in una situazione del genere, starebbe a pensarci due volte. Ebbene, anche nel municipio di Lissone l'Ufficio dei Servizi Sociali si trova più volte al giorno davanti a situazioni del genere, magari meno drammatiche (per fortuna!) ma comunque spesso e volentieri di emergenza. E' successo anche nel caso per il quale vengo ora accusata di "pagare le vacanze agli extracomunitari" e sono stata dipinta come una irresponsabile che regala biglietti per crociere di piacere agli stranieri sprecando soldi pubblici, mentre tanti italiani fanno fatica a tirare avanti...
Ecco dunque la mia "colpa" di comandante e quella del mio "equipaggio": una famiglia marocchina con due figli minorenni è stata sfrattata ad aprile e - come impone la legge e come facciamo sempre per tutti i minori, italiani o stranieri che siano - abbiamo trovato per loro un alloggio in albergo (si fa così quando le altre strutture di accoglienza sono piene; e purtroppo sono quasi sempre piene). Costo: 85 euro al giorno per la stanza. Preciso peraltro che questa decisione non è affatto un mio "merito", una mia particolare generosità: si tratta della prassi normale, che il Comune ha sempre seguito per italiani e per stranieri - anche quando l'amministrazione era di altro segno - spendendo di conseguenza molte decine di migliaia di euro l'anno.E' una decisione che la legge ci impone: i minori vanno tutelati. A qualcuno però viene un'idea: se mandassimo queste persone per il periodo estivo a casa loro, in Marocco, dove ci sono parenti che potrebbero ospitarli gratis, non sarebbe un risparmio per le casse comunali? Si fanno due conti: 85 euro per 90 giorni sono 7650 euro, mentre il biglietto di andata e ritorno si trova a 1100 euro; totale: 6500 euro risparmiati. E sono soldi nostri, vostri. Che cosa avreste fatto voi, al mio posto? Io ho scelto di far pagare questo biglietto aereo alla famiglia sfrattata e ci ho messo la faccia. Certo: se fossi stata davvero "furba" e avessi pensato solo a tutelare la mia immagine, avrei continuato tranquillamente a ospitare la famiglia in albergo, come succede del resto in molti altri casi, spendendo parecchio di più; ma nessuno l'avrebbe trovato strano e di sicuro nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Invece adesso mi ritrovo sbattuta sui giornali come un qualunque comandante che manovra una nave di lusso regalando biglietti a destra e a manca, mentre al contrario - grazie alla scelta dei nostri Uffici - abbiamo risparmiato.
Bene. Su una nave come in un Comune, il "comandante" ha la decisione ultima e io non rinnego la mia responsabilità; anzi, sono fiera di quello che abbiamo fatto con il mio "equipaggio": abbiamo aiutato una famiglia in difficoltà, abbiamo obbedito alla legge e abbiamo anche risparmiato soldi pubblici; tre risultati in uno. Chi mi dipinge come un cattivo capitano, predica sempre che gli immigrati bisogna "aiutarli a casa loro": ebbene, è proprio quello che abbiamo fatto!

 

 
Ultima Modifica: 09/01/2015