Diario in Comune

 

21 novembre 2014

Salvi i due pratoni a S. Margherita

AT7 : non è una sigla strana, indica un grande progetto edilizio inserito nel Piano di Governo del Territorio approvato dalla precedente amministrazione e si trova all'incrocio tra via D'Annunzio, via per Santa Margherita e via Toti. Sono due grandi campi coltivati. Noi, per evitare un'altra cementificazione e secondo il nostro programma di governo, abbiamo deciso - prima in Giunta e poi in Consiglio comunale - di non permettere che si costruisse.
Contro questa nostra decisione è stato presentato un ricorso dai proprietari, società finanziarie e imprese edili, ma proprio l'altro giorno il TAR della Lombardia lo ha rigettato, confermando le decisioni prese dalla nostra Amministrazione, che con una variante al PGT ha voluto preservare questo spazio verde da eventuali edificazioni.
Noi ci siamo difesi anche con l'aiuto di atti e osservazioni presentati dalla Provincia di Monza, da Legambiente, dal WWF e da un privato cittadino. L'ambito di trasformazione prevedeva 4 edifici residenziali a torre, alti 32 metri e a 10 piani, più altri 3 palazzi di 4 piani e una quinta torre di dieci piani in un altro lotto. Tutto ciò in un'area grande come nove campi da calcio regolamentari, una delle poche rimaste ancora "vergini" a Lissone.

Il TAR dunque ci ha dato ragione.
Cambiare la destinazione dell'AT7 è stata per noi un'azione politica forte che tutta la maggioranza, consiglieri ed assessori, ha voluto e tenacemente perseguito. Non nascondo che grande è stata la tensione e l'energia messa in campo per individuare la strategia più efficace. Ci siamo presi una grossissima responsabilità soprattutto rispetto ai paventati danni che sicuramente sarebbero stati richiesti: non siamo contro i costruttori, ma tocca alla politica indicare il modello di città che recepisca i bisogni e le esigenze dei cittadini e al quale anche architetti ed imprese devono lavorare.

Cosa ci ha guidato?
La convinzione che il suolo è un bene comune. E' un bene comune come l'acqua, l'aria, la cultura, il lavoro. Il suolo non edificato è bene comune ed è necessario limitarne il più possibile il consumo, soprattutto in una città già troppo "sfruttata" come la nostra.
Ha un forte ruolo ecologico: una volta edificato diventa impermeabile e rimane tale per moltissimi anni in quanto è difficile abbattere e tornare indietro.
Quello spazio verde che ci avvisa che stiamo entrando a Santa Margherita, è in grado ancora di regalarci le manifestazioni della natura e la presenza del passaggio delle stagioni. E' uno luogo di terra che respira, che è viva, ci regala la nebbia e l'odore della terra dopo la pioggia. Ha accolto la straordinaria ondata di pioggia dei giorni scorsi mitigando il rischio di allagamenti.

E' uno spazio verde dentro una città molto edificata. Lissone non ha necessità di altre abitazioni, ma piuttosto occorre guardare ai bisogni di chi già ci abita.
Sono convinta che lo sviluppo della città non equivale ad edificare. Esiste un altro paradigma di sviluppo che non è facilmente individuabile. E' uno sviluppo che prende in considerazione le esigenze insediative, ciò che rigenera gli spazi urbanizzati, quello che preserva le risorse territoriali che non sono rinnovabili.
Perché dovremmo consumare ancora suolo? Per chi? Per che funzione?
Questo grande pezzo di verde, dove tra l'altro è previsto il passaggio di Pedemontana, è per noi un corridoio ecologico collegato ad altri frammenti di verdi situati nei comuni confinanti.
Le città non devono crescere a dismisura. Devono trovare un equilibrio tra insediamenti, viabilità, servizi. Il suolo si deve consumare solo se è necessario. E ora non è più necessario.
E' stata una scelta forte: ho fatto quello in cui credo, in coscienza e onestamente. Dovevo farlo e il TAR mi ha dato ragione riconoscendo le motivazioni, l' esigenze della nostra città e la correttezza del percorso amministrativo. Sono soddisfatta perché sono sicura che è la scelta giusta per Lissone.

 

 
Ultima Modifica: 09/01/2015