Diario in Comune

 

Camposanto di Lissone, 17 luglio 2015

Collocazione della salma del maresciallo Renzi in una nuova tomba.

 

33 anni fa il maresciallo Valerio Renzi fu trucidato in una azione di terrorismo , morì in un agguato nel corso di una rapina all'ufficio postale.

Ora il suo corpo trova spazio in un luogo nuovo, dal significato forte. Un nuovo spazio nella memoria della nostra città.

Siamo in un LUOGO SACRO dove il RICORDO si unisce a quello degli AFFETTI PERSONALI, a quello dei LEGAMI che nella vita di ognuno di noi rimangono , superando il concetto del TEMPO e dello SPAZIO.

È come una CITTÀ nella CITTÀ dove ogni persona che muore continua la sua presenza e mostra l'impronta che ha lasciato nel suo percorso nel mondo.

Il maresciallo RENZI ha lasciato un'impronta importante di impegno, di legalità, di sacrificio.

E ora la sua salma e la sua tomba trovano collocazione nel viale dedicato agli EROI, accanto a coloro che hanno contribuito a costruire la nostra nazione con il sacrificio della loro vita.

Troviamo i giovani morti durante le guerre, i partigiani che hanno scelto di "prendere parte" alla lotta per la libertà.

Troviamo i monumenti di alcune associazioni in ricordo a quanti hanno contribuito a costruire la nostra comunità lissonese.

Chi transita da qui ne legge i nomi e ripercorre la nostra STORIA.

Questo luogo diventa così, luogo del PELLEGRINAGGIO.

Sul monumento sono stati ricollocati alcuni simboli dell'arma dei Carabinieri ed è stato aggiunto il prototipo del monumento che è collocato in Piazza De Gasperi, proprio sul luogo in cui è avvenuta la strage.

Prototipo che fu realizzato dalla professoressa Frisoni e che per tutti questi anni era in Comune.

Ringrazio a questo proposito la ditta COGLIATI che ha assemblato la nuova tomba.

Il maresciallo RENZI è un eroe della nostra storia.
Difenderne la memoria è un nostro compito.

MEMORIA che non deve essere celebrativa e rituale. Siamo qui davanti a lui: Guardiano della DEMOCRAZIA e del RISPETTO dei DIRITTI UMANI, dello STATO e della nostra NAZIONE.

Deve da noi scaturire l'impegno, istituzioni e singoli cittadini, società civile, a camminare fianco a fianco in percorsi di legalità e responsabilità, di denuncia dell'ingiustizia e della promozione di dignità e libertà di tutte le persone.

Noi ci sentiamo piccoli, come forse si sarà sentito il maresciallo Renzi di fronte al compito immenso di difesa dello Stato in quegli anni in cui il terrorismo ne minava le fondamenta.

Ci sentiamo piccoli di fronte alle difficoltà di questi tempi, che hanno un altro nome ed altre forme rispetto a quelle di allora, ma che ugualmente mettono in crisi il nostro essere nazione.

Non ce la faranno da soli i magistrati, le forze dell'ordine."Si muore perché si ha paura e si è soli" diceva Falcone.

È tutta la società civile, siamo noi con le nostre forze, le nostre intelligenze, le nostre passioni, le nostre fragilità, (prendere coscienza dei nostri limiti è segno di grande libertà ed autenticità.) che deve sostenere, stare a fianco, mantenere vivi e valorizzare, coltivare i valori che il maresciallo Renzi e altri che riposano qui accanto a lui ci hanno consegnato: lavorare con spirito di confronto e di pace, alimentare e vivere uno spirito solidaristico, portare alto il valore dell'impegno, del lavoro, dello sviluppo.

Maresciallo Renzi, unisco il mio piccolo contributo al suo grande sacrificio, insieme a quello di altri che riposano qui al suo fianco, insieme a quello di altri che vivono in questa città e si impegnano in percorsi virtuosi. È IL NOI CHE VINCE.

Mi fanno riflettere molto le parole del figlio di Bachelet:

" Più passano gli anni e le esperienze si susseguono, più trovo rara e preziosa questa generosità, questa capacità di credere in un amico e in una causa comune più di quanto si creda nella piccola ma così affascinante causa del proprio successo, del proprio quarto d'ora di celebrità, della propria ascesa personale.

Certo il disinteresse personale e la fedeltà ad un ideale non bastano a qualificarne la bontà.

Ma se abbiamo resistito al terrorismo, ai poteri occulti, alla mafia, alle tangenti, se siamo riusciti a raddrizzarci ed entrare in Europa, lo dobbiamo anche a quelli che in ogni generazione, oltre ad essere intelligenti e sottili, pii e buoni, professionalmente preparati, hanno trovato in qualche momento cruciale il coraggio di scegliere, fra tanti dubbi, una squadra con cui rischiare un pezzo di vita - a volte l'intera vita - per il progresso e la libertà di tutti".  (Giovanni parlando del padre Vittorio)

Che nella nostra vita riusciamo a trovare una squadra con la quale costruire percorsi di solidarietà, giustizia, vicinanza.

Un grazie al colonnello dei carabinieri, al tenente, al luogotenente Coco e ai carabinieri di stanza a Lissone, all'associazione carabinieri in congedo, a tutte le associazioni presenti.Al prefetto di Monza e della Brianza che avrebbe voluto essere tra noi.

Un grazie particolare alla moglie e ai figli del Maresciallo Renzi

A voi che siete intervenuti e a tutti quelli che si ricordano di quel tragico giorno e passando da qui rivolgono un saluto al nostro comandante.

 

 
Ultima Modifica: 20/07/2015