Descrizione
Martedì 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, la città di Lissone rinnova il proprio impegno nel custodire la storia con la posa di una nuova Pietra d’Inciampo. La cerimonia si terrà alle ore 11:00 in via Mazzini 6 e sarà dedicata a Fernando Cassamagnago, vittima della deportazione nazifascista.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che Lissone porta avanti da anni, con la posa di più Pietre d’Inciampo in diversi punti del territorio comunale, davanti alle abitazioni di cittadini lissonesi che furono deportati e non fecero ritorno.
Accanto alla cerimonia ufficiale, il programma del Giorno della Memoria prevede anche uno spettacolo teatrale pensato sia per le scuole sia per la cittadinanza. Mercoledì 28 gennaio, all’Auditorium di Palazzo Terragni, andrà in scena lo spettacolo “Qui non ci sono bambini”, a cura di Pontos Teatro. La rappresentazione rilegge la tragedia dell’Olocausto attraverso gli occhi di Thomas Geve, ragazzo di tredici anni sopravvissuto ad Auschwitz e Buchenwald.
Sono previste due repliche: alle ore 10:30, lo spettacolo mattutino riservato agli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado di Lissone; alle ore 21:00, la replica serale aperta a tutta la cittadinanza.
Si tratta di uno spettacolo che racconta la Shoah attraverso lo sguardo dei bambini e dei ragazzi, per aiutare soprattutto i più giovani a comprendere il valore della memoria, della dignità umana e della libertà.
“Ogni Pietra d’Inciampo è un modo per tenere viva la memoria di alcuni nostri concittadini – dichiara il sindaco Laura Borella –. Ricordare Fernando Cassamagnago significa restituirgli un nome, un volto e un posto nella nostra comunità. Non è solo un gesto simbolico: è un impegno concreto a non dimenticare, a spiegare ai più giovani cosa è stato e perché non deve più accadere”.
“Il Giorno della Memoria non è una ricorrenza formale – aggiunge l’assessore alla Cultura Elisa Belloni –. Con la cerimonia, con il teatro e con il coinvolgimento delle scuole vogliamo costruire occasioni di riflessione vere e profonde. Raccontare la storia, soprattutto attraverso i bambini e i più giovani, significa risvegliare la coscienza e assumerci la responsabilità del nostro futuro”.