Al MAC di Lissone l’arte vista attraverso gli occhi dei bambini

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Sabato 26 settembre al MAC una giornata di confronto su arte, educazione e territorio, con al centro la voce dei bambini

Data pubblicazione:

17 Settembre 2026

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Descrizione

Un museo può essere un luogo da osservare, ma anche da abitare, attraversare e trasformare insieme. È questa la prospettiva al centro dell’esperienza sviluppata nel corso del 2026 dalla Scuola dell’Infanzia Paritaria Maria Bambina nell’ambito di MusEdu – Early Education in Museums for an Inclusive Future, progetto internazionale Erasmus+ dedicato al rapporto tra educazione della prima infanzia e musei, realizzato con la collaborazione di PACO Design Collaborative e con il sostegno del Comune di Lissone e del MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone.

Obiettivo di MusEdu è, infatti, promuovere una cultura dell'infanzia inclusiva e di alta qualità in collaborazione con i musei, al fine di dare vita a progetti di innovazione sociale capaci di generare un cambiamento reale a livello comunitario.

 

La prima fase del percorso di ricerca sarà restituita alla cittadinanza sabato 26 settembre 2026 al MAC di Lissone, in un pomeriggio dedicato all’incontro tra arte, infanzia e territorio.

A partire dalle ore 16:00 il museo si racconterà attraverso una trama inedita di voci e sguardi: i pensieri, le parole e le interpretazioni dei bambini e delle bambine della Scuola dell’Infanzia Maria Bambina sono diventate, infatti, vere e proprie didascalie museali per la mostra Stratigrafie del vivente di Giulia Mangoni e per alcune opere della collezione permanente. Le cosiddette “doppie didascalie” rappresentano uno degli esiti più significativi del percorso di ricerca: accanto alla lettura istituzionale delle opere, trovano spazio le parole dell’infanzia, restituendo al pubblico nuove possibilità di osservazione e di interpretazione dell’arte.

 

L’iniziativa invita così a entrare nel museo adottando nuove posture di sguardo, lasciandosi guidare dalle letture dei bambini e dalle loro sensibilità, attraverso alcune attivazioni esperienziali, materiche e percettive.

 

A partire dalle ore 16.00, contemporaneamente alla possibilità di incontrare e scoprire le doppie didascalie, ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze e a tutta la cittadinanza verrà offerta la possibilità di dialogare in modo inedito con le opere attraverso un’esperienza interattiva: filtri materici naturali e artificiali verranno posti nelle sale del museo per offrirsi ai visitatori come mediatori visivi, trasformando l’atto dell’osservare un’opera d’arte in un’esperienza multisensoriale ed interpretativa.

Il filtro materico, in tal modo, attraverso pellicole, tessuti o reti metalliche, rivela nuovi dettagli e prospettive dell’opera, favorendo un’ibridazione tra linguaggi artistici. Non è neutro, ma diventa una cornice concettuale capace di generare nuove metafore, significati evocativi e poetici.

 

Il programma proseguirà alle 18:00 con la tavola rotonda aperta alla cittadinanza dal titolo “Dialoghi tra arte, educazione e territorio”, momento di confronto pubblico dedicato al ruolo del museo come spazio educativo, culturale e sociale. L’incontro, aperto dai saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura del Comune di Lissone e del Direttore Artistico del MAC Stefano Raimondi, sarà moderato da Carola Castoldi, coordinatrice pedagogica servizi educativi 06 della Scuola dell’Infanzia Maria Bambina e coinvolgerà voci provenienti dal mondo dell’educazione, della cultura, dell’arte e delle istituzioni, con l’obiettivo di riflettere sulle relazioni tra scuola, famiglie, museo e comunità.

 

Al centro del confronto sarà il tema della partecipazione delle bambine e dei bambini alla vita culturale della comunità: non semplici destinatari di attività educative, ma interlocutori attivi, capaci di offrire punti di vista, domande, interpretazioni e nuovi immaginari. Un tema che assume un particolare significato anche alla luce del patrocinio concesso dall’UNICEF alla giornata, a conferma del valore dell’iniziativa nel promuovere l’ascolto, la partecipazione e il riconoscimento dei diritti dell’infanzia.

 

È proprio a partire da questa prospettiva che la collaborazione tra scuola, museo e Amministrazione comunale ha permesso di costruire una significativa esperienza di co-progettazione, trasformando il MAC in un luogo di ricerca condivisa, produzione culturale e partecipazione, nel quale bambini, insegnanti e famiglie possono sperimentare nuove modalità di relazione con l’arte e con il patrimonio culturale della propria città.

 

Questa esperienza trova inoltre un riferimento concreto nei principi sanciti dall’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che riconosce ai bambini il diritto di esprimere liberamente la propria opinione e di essere ascoltati nelle questioni che li riguardano. Dare spazio alle loro parole all’interno di un museo significa tradurre concretamente questo principio in un’esperienza concreta di cittadinanza culturale.

 

“Avvicinare i bambini ai luoghi della cultura fin dalla prima infanzia – sottolinea l’Assessore alla Cultura Elisa Belloni – significa investire nella formazione di futuri cittadini consapevoli, curiosi e partecipi. L’esperienza di MusEdu ci mostra concretamente quanto sia importante ascoltare lo sguardo dei più piccoli e riconoscere loro un ruolo nella costruzione della vita culturale della comunità. Il museo diventa così non soltanto un luogo nel quale osservare le opere, ma uno spazio nel quale incontrarsi, fare ricerca, esprimersi e costruire insieme nuove forme di partecipazione”.

 

“Pensare che luoghi della città come il Museo siano animati dalla presenza sensibile, attenta e divergente dei bambini e delle bambine – aggiungono Carola Castoldi ed Emanuela Parravicini, coordinatrici pedagogiche della Scuola dell’Infanzia Maria Bambina – significa riconoscere nei bambini una linfa vitale per la comunità. Accogliere i loro sguardi trasforma lo spazio pubblico in un luogo di partecipazione, apprendimento, relazione e ascolto autentico. È ciò che rende viva una città e che la scuola coltiva aprendo le proprie porte e abitando il territorio, anche attraverso luoghi significativi come il MAC. Non per creare semplici progetti o vetrine, ma per essere centro di germinazione culturale e sociale, promuovendo una cultura dell’infanzia che riconosca il bambino come soggetto di diritti e rinnovi lo sguardo degli adulti. Una sfida che passa dalla scuola come comunità educante, capace di abitare e trasformare il territorio".

 

Ultimo aggiornamento: 17/09/2026, 14:28

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