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Statuto Comunale

Introduzione

Il presente statuto è stato approvato con le deliberazioni del Consiglio Comunale n. 77 del 3.7.2000 e n. 101 del 22.9.2000.
Tali deliberazioni, annullate parzialmente dall'Organo Regionale di Controllo - Sezione Interprovinciale di Milano nella seduta del 13.10.2000 Atti n. 386 all'art. 1, comma 2 limitatamente alla frase "di tipo federativo", sono divenute esecutive ad ogni effetto di legge.
E' stato pubblicato all'Albo Pretorio del Comune dal 4.12.2000 al 3.1.2001, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia - Serie straordinaria inserzioni - n. 51/1 del 18.12.2000 ed è entrato in vigore il 4.1.2001.
 
Lo stesso è stato successivamente modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 104 dell'11.12.2001, divenuta esecutiva ai sensi dell'art. 134, comma 3, del D.Lgs. n. 267 del 18.8.2000 in data 02.01.2002.

IL SEGRETARIO IL SINDACO
f.to Giuseppe Di Marco f.to Fabio Meroni


Le modifiche statutarie sono state pubblicate all'Albo Pretorio del Comune dal 09.02.2002 all'11.03.2002, pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia - Serie straordinaria inserzioni - n. 10/1 del 04.03.2002 ed entrate in vigore il 12.03.2002.

SEGRETARIO GENERALE
f.to Giuseppe Di Marco

Lissone, 14 marzo 2002


 
 

La comunità lissonese

La Comunità lissonese delega al Comune la cura e la rappresentanza dello sviluppo, degli interessi e della crescita collettiva e impegna se stessa e l'Amministrazione a considerare il territorio comunale come bene di tutti, risorsa a disposizione di tutti i cittadini di oggi e di domani, con la consapevolezza di essere depositaria di un singolare patrimonio di civiltà, di tradizioni storiche, artistiche, culturali e linguistiche.

 

Premessa storica

Il territorio su cui sorge la Città di Lissone ha visto in tempi remoti l'insediarsi di popoli dalle spiccate caratteristiche di fierezza ed operosità quali i Liguri, gli Insubri - che daranno origine ad una delle prime denominazioni della penisola italica - ed i Celti.

E' comunque in epoca di espansione romana, che si hanno sicure tracce di un insediamento provato dai reperti archeologici ritrovati.
Lissone fino al 1000 visse stentatamente, piccolo villaggio agricolo lontano dalle vie commerciali e con un territorio poco produttivo perchè privo d'acqua.
In età comunale divenne "borgo", cioè centro abitato cinto da mura e sede di ben cinque "Case degli Umiliati", che si dedicavano alla tessitura dei panni di lana.
Lo stemma Comunale riporta l'emblema dell'ordine: un agnello con il motto: "Omnia vincit humilitas".

L'attività della tessitura della lana continuò nei secoli e insieme alla bachicoltura integrò gli scarsi redditi derivanti da un'agricoltura povera.
Solo verso la metà del 700, per un concorso di cause favorevoli (amministrazione austriaca, abolizione delle servitù feudali, costruzioni in Brianza di residenze nobiliari, migliorata situazione economica, ampliamento dei mercati) i lissonesi iniziarono a costruire mobili, o parti di mobili comuni, dapprima come attività secondaria.
Via via questa attività artigianale si consolidò, migliorando qualitativamente e venne affiancata da un'attività commerciale e da altre ausiliarie (tappezzerie, ferramenta). Dal 1850 circa, con il sorgere delle prime grandi aziende a carattere industriale e commerciale, Lissone può essere considerata il più importante centro mobiliero italiano.

All'inizio del nostro secolo nascono a Lissone industrie per la lavorazione meccanica del legno (produzione di tranciati e compensati) e si impiantano le prime macchine per la costruzione di mobili (seghe a nastro, piallatrici, trapani, torni). La popolazione aumentò per tutto l'Ottocento, passando poi dai 7.000 abitanti del 1901 ai 14.000 del 1931, arrivando oggi a circa 34.000.

Alle principali industrie del legno e del mobile se ne sono aggiunte poi altre: alimentari, metalmeccaniche, cantieristiche, tessili e delle confezioni, elettroniche, meccaniche: un tessuto economico vivo che è riuscito a superare le difficoltà che via via si sono presentate nel tempo.
Attorno a queste attività economiche, i lissonesi, con una lungimiranza ammirevole, vollero per le giovani generazioni una Scuola professionale, fondata nel 1878, dapprima serale, laboratorio di apprendimento per buona parte degli artigiani brianzoli, poi affiancata da una civica biblioteca specializzata nel settore.

Realizzarono inoltre manifestazioni promozionali, come "Le settimane Lissonesi", organizzate dal 1951 da un "Ente per il potenziamento del mercato mobiliero" e abbinate ad un "Premio internazionale di pittura" nelle quali si realizzò una collaborazione tra amministratori, progettisti, operatori economici, scuola professionale.

 
Ultima Modifica: 04/07/2014