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OLTRE IL REALE

Tre artisti dell'immaginario lombardo

Il Museo d'arte contemporanea di Lissone propone dal 9 settembre al 15 ottobre la mostra "Oltre il reale. Tre artisti dell'immaginario lombardo" che comprende opere di Luigi Regianini, Luciano Romagnoni e Danilo Sanvito. La mostra è accompagnata dal 4° numero di QL, i "Quaderni del Museo", introdotta da una presentazione di Andrea Rognoni, Presidente di Arte Nord e Direttore del Centro regionale di cultura lombarda, che sottolinea il fatto che questi artisti si muovono "tra realtà, iperrealtà e surrealtà, non senza spunti di metafisica, attraverso scelte stilistiche di particolare lucidità".

Così Rognoni presenta i tre artisti:

 

Luigi Regianini

Fondatore di Arte Nord e vero e proprio protagonista del surrealismo lombardo, parte da un reale abnorme, da paesaggi pampsichici, da orizzonti umani di gusto teratomorfo, per dilatare particolari che devono suscitare sgomento e sbalordimento al fine di comprendere, quasi alla Jonesco, l'assurdità ontologica dell'esistenza e dell'esperienza planetaria. In lui la sclerosi delle forme naturali , sempre gestita con tratti nitidi e per certi versi classicheggianti, si associa ad un forte portato fabulistico, legato soprattutto alle tradizioni narrative lombardovenete di un Bontempelli o un Buzzati, non senza esiti estetici accostabili al grande Nord di un Bosch e (pensando al cinema) di un Bergmann, in opposizione strutturale e identitaria alla luce mediterranea di Dalì.

 
 
Riproduzione  miniaturizzata di un'opera di L. Romagnoni

Luciano Romagnoni

Artista estremamente eclettico nella sua formazione, già presente al Terragni di Lissone con opere iperrealistiche su Venezia e il paesaggio padano, porta qui lo stock completo delle sue opere ispirate alla rivisitazione di alcune sculture classiche e rinascimentali, ritratte con la tecnica del pastello laccato in modo di esaltare la plasticità delle forme alla ricerca di un volto del reale carico di sontuosa spiritualità. Mitologia e religione acquistano così un significato nuovo, dalla Venere di Milo fino al Nettuno di Bernini, che tende ad astrarre le opere dai relativi contesti cronologici e stilistici per farli convergere verso un comune Olimpo dove la lucentezza della carne e delle vesti diventa motivo di stupore e straniamento dalla mediocrità della vita quotidiana.

 
Riproduzione  miniaturizzata di un dipinto di D.Sanvito

Danilo Sanvito,

Lissonese, rispetto agli altri due "colleghi", si situa in una dimensione di più sofisticata indagine simbologica, che, giovandosi di uno straordinario gioco cromatico, approccia i segreti più alti della storia delle religioni umane, mostrando tra l'altro una raffinata conoscenza degli archetipi esoterici. "Dio geometrizza" sembra ammiccare Sanvito, proponendoci nelle sue opere una complessa scala di figure geometriche, intrecciate in teoremi che parlano di principi divini e scelte antropologiche: dalla Genesi all'Apocalisse, veniamo portati per mano nel cuore delle occulte cose, in un misto di candore e veggenza.

 

9 settembre - 15 ottobre 2006

Lissone (Mi), Museo d'Arte Contemporanea, V.le Padania, 6 - tel. 039.2145174
Orari: da martedì a venerdì: 15,00- 19,00;
sabato e domenica: 10,00 - 12,00 / 15,00 - 19,00

Ingresso: libero

Informazioni: tel. 039.2145174   museo@comune.lissone.mi.it  

In collaborazione con :

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Ultima Modifica: 31/10/2022