Diario in Comune

 

 6 aprile 2013

DEDICAZIONE CAMPO VIA BELTRAME - EDOARDO MAURI

E' stato dedicato ad Edoardo Mauri il campo della Pro Lissone in via Beltrame.

Proprio all'entrata del campo sportivo, sotto gli sguardi di tutti, il nome di Edo è inciso su una targa appesa al muro perimetrale bianchissimo, il suo sorriso stampato su una foto sottostante la targa.

Ogni città ha una mappa di luoghi significativi, di monumenti storici, tappe importanti della vita comunitaria. Oggi, anche il campo di Via Beltrame entra a far parte di questa mappa, un luogo pressoché comune diventa punto di riferimento, segnale, ricordo di qualcosa di grande che merita di far parte di una memoria collettiva.

Quella non è una semplice targa. È un messaggio forte.

È prima di tutto un modo di far rimanere Edo tra di noi, mentre i ragazzi giocano, qualcuno beve il caffè e qualcuno tifa.

Rappresenta il ricordo vivo dell'entusiasmo, della costanza, della determinazione che Edoardo metteva nella sua passione. È il segno della voglia di giocare con serietà, onestà e lealtà. È il monito di un Capitano ai suoi compagni: divertitevi nel rispetto degli altri, spendetevi per stare insieme nel miglior modo possibile.

La madre di Edo toglie la bandiera che copre la targa: tanti ragazzi sono presenti, il silenzio è assordante, l'emozione si può toccare con le mani talmente è concreta sul volto di tutti.

La presenza dei dirigenti della Pro Lissone rinnova il loro impegno e la responsabilità verso i ragazzi, esprime la loro voglia a trasmettere l'idea di uno sport genuino, fatto di legami forti, sostegno, regole e obiettivi comuni.

Le parole dei compagni di squadra rompono il silenzio degli sguardi fissi sul sorriso di Edo nella foto. Parla un ragazzo della squadra di Edo e con poche e semplici parole rivolge a Marina, la mamma di Edo, la decisione e l'impegno di scendere in campo per il loro capitano, di portarlo dentro di loro e di correre consapevoli di averlo al loro fianco.

I lunghi applausi nascono spontanei, così come le lacrime sugli occhi di alcuni ragazzi.

La targa è lì, chiunque entri vede il volto di Edo, lo può salutare, chiedere la sua storia, camminare di fianco a lui. È un segno della sua presenza che rimarrà oltre ogni tempo, oltre le persone che l'hanno conosciuto.

Si parlerà ancora di Edo, del suo essere capitano e della sua voglia di correre dietro al pallone senza pensieri.

 
Ultima Modifica: 23/04/2013