NUMERI AL FEMMINILE 2014

 
 

Donne nuove nella famiglia che cambia

Chi dice donna, dice famiglia. Al di là di ogni sorpassata retorica da «angelo del focolare», resta vero a tutt'oggi che è sempre lei, la donna, il perno su cui ruotano principalmente la pratica, la cultura, la sociologia della famiglia ­- almeno in Italia. E dunque ogni edizione dei «Numeri al femminile» costituisce una fonte preziosa non solo per esaminare la situazione delle donne nella nostra città, ma anche a più ampio spettro per indagare i fenomeni, le evoluzioni che coinvolgono la famiglia in genere.

Un esempio si trova nel dato che testimonia - dal 2000 a oggi ­- l'aumento di ben 8 punti percentuali delle famiglie unifamiliari; una cifra confermata dal parallelo calo (sempre dell'8%)
dei nuclei con 3 o con 4 componenti. Il percorso pare dunque cristallino: in soli 13 anni, a fronte di una tenuta delle coppie senza prole, le famiglie con uno o due bambini (il modello senz'altro più comune negli ultimi due decenni del secolo scorso) hanno lasciato il posto ad altri schemi. E non tanto - come si potrebbe pensare, complice anche la crisi economica - a matrimoni senza figli: quanto a nuclei individuali.

Interpretando le cifre si gioca sempre sulle generalizzazioni ed è dunque facile acchiappare abbagli: nelle famiglie unipersonali sono certamente assai presenti altre categorie che
pure interessano da vicino le donne, per esempio quella delle vedove (sempre in crescita) o delle separate (che tra i 40 e i 60 anni sfiorano ormai a Lissone le 500 unità). Tuttavia è impossibile non notare come, pur se mantengono il medesimo livello in cifra assoluta, le famiglie con figli risultano in calo considerando la contemporanea crescita della popolazione e dunque analizzando le percentuali rispetto al totale.

Nello stesso periodo peraltro le nascite non sono diminuite ­- anzi, sono rimaste sempre sopra l'1% della popolazione; il che significa dunque che sempre più bambini nascono a Lissone
in famiglie di «nuovo modello», da convivenze non registrate all'anagrafe ovvero da madri single. Ben un terzo delle primipare nella nostra città risultano infatti nubili e - combinando il dato con l'età della partorienti che è sempre più elevata (siamo in media intorno ai 33 anni per il primo figlio) - si ottiene un'immagine di famiglia nettamente diversa da quella dipinta dalla solita oleografia.

Si vive più soli, ci si sposa meno, si aspetta di più ma - per fortuna - non si rinuncia a fare figli... E già questo sommario ritratto dovrebbe dirci quel è il ruolo, parzialmente inedito, che la donna si assume oggi nella nostra società. Più indipendenti ma anche meno «garantite», impegnate nel lavoro ma senza rinunciare alla cura delle persone (che siano i  bambini oppure gli anziani), le donne restano tuttora le prime custodi delle nostre famiglie, «tradizionali» o no. E di questo dobbiamo tutti essere consapevoli e riconoscenti

Roberto Beretta

 

Il numero è importante: 22598 femmine circa il 51 % della popolazione lissonese.
Le motivazioni danno un senso , in termini demografici, a questo numero: può essere dovuto a maggiore aspettativa di vita delle donne rispetto all'uomo (età media femmine italiane è pari a 44,35 mentre per le straniere è di  31,8 ) o a un maggior numero di emigrate.
Rimane il dato significativo e presente da anni: la femminilizzazione della popolazione, con tutti gli interessanti risvolti sociologici e culturali  correlati. .Fenomeno che interessa anche la
popolazione straniera, composta da 2000 femmine e 1796 maschi, con prevalenza di donne proveniente da Unione Europea., Stati extra U.E e Americhe.

Se si esamina il tasso di nuzialità , si verifica una diminuzione delle spose rispetto agli anni precedenti con tasso di nuzialità pari al 35 % e concentrazione nella fascia di età 25-29 e 30-34 anni, con una percentuale minima di donne italiane sposate con età inferiore a 25 anni (9,3%) mentre è rilevante la quota di donne straniere (28%) nella stessa fascia d'età.
Complessivamente il fenomeno della riduzione del tasso di nuzialità, dal 2006 al 2013, è di circa 1,6 punti, con 91 spose nel 2013 rispetto a 146 nel 2012 e  204 nel 2006.
L'età media al matrimonio si innalza ( nel 2006 era pari a 31,7 anni, nel 2013 è pari a 32,5 anni) e il fenomeno può trovare spiegazioni sia nell'aumento di numero di convivenze, sia a una permanenza maggiore nel nucleo familiare di appartenenza, per ragioni di studio od economiche o per scelte personali.

I matrimoni in età più avanzata rispetto al passato conducono anche a un rinvio della maternità: se l'età media al primo figlio nel 2006 era pari a 32,6 anni, nel 2013 è pari a 32,9 anni, la maggior parte di primogeniti nasce da mamme 30-34 enni e aumenta anche il numero di nati da donne over 40 anni.
Il tasso di fecondità (il numero medio di figli per donne) è inferiore (5,9 %) per le italiane, rispetto a quello delle straniere (8,1%), con numero medio di figli per le italiane pari a 1,34 % e pari al 2,16 % per le straniere.
Confrontando i dati Istat sulla fecondità, si registra che  a Lissone, come in Lombardia ,è  intorno all' 1,5%, mentre complessivamente in Italia è inferiore (circa 1,4 %)
La componente straniera, concentrata nel territorio lombardo in misura maggiore, lascia supporre che contribuisca ad innalzare il tasso di fecondità.

L'indice di vecchiaia della popolazione lissonese (valore che serve per valutare l'invecchiamento demografico), è pari a 1,15 e indica come gli anziani superino i giovani:per ogni 100 donne sotto i 15 anni ce ne sono 136 oltre i 65 anni, mentre per la componente maschile il numero di giovani è molto vicino a quello degli anziani ( ogni 100 uomini under 15 ce ne sono 95 oltre i 65 anni).
Sempre in riferimento a dati ISTAT, si riscontra che il fenomeno dell'invecchiamento (indice 115) nella nostra città è meno rilevante rispetto a quello della Lombardia (144) e dell'Italia (149).

Fenomeno emergente è l'aumento delle famiglie unipersonali (nel 2006 pari al 30,2%, nel 2013 pari a 33,1 %), dovuto sia all'incremento della popolazione anziana, alla caduta del tasso di fecondità e  sia all'aumento delle famiglie che si dissolvono.

Aumenta  il numero di bambini nati da madre nubile (circa 1/3 del totale), diminuisce quello dei bambini nati da genitori entrambi italiani e rimane pressoché costante quello dei nati da genitori entrambi stranieri.
La percentuale dei bambini nati da madri straniere e padri italiani è in aumento rispetto al 2013 (5,1% rispetto al 3,9%), cosi come aumenta nel caso di  madri italiane e padri stranieri (2,4% nel
2013).

I dati che compongono il presente studio consentono analisi dettagliata della popolazione femminile lissonese caratterizzata da multiculturalità,  forte dinamicità in termini anagrafici e assunzione di scelte personali inerenti nuzialità ,fecondità e maternità in  linea con le tendenze nazionali.

Mariagrazia Ronzoni

 
Ultima Modifica: 11/05/2015