Diario in Comune

 

20 novembre 2014

Nelle mani di una pinza

Una pinza potente, collegata ad un lungo braccio meccanico continua tenacemente a demolire la lunga stecca delle case ALER in via di Vittorio.

Sembra una bocca di un tirannosauro che con voracità addenta spolpando e strappando la preda. La bocca ruota, si dispone, si allinea in un lavoro lungo, meticoloso, alla ricerca di varchi e punti deboli nei quali incunearsi e procedere alla distruzione. Viene osservata, ammirata, fotografata da molti, come fosse una diva.

C'è chi è sorpreso dalla tecnica utilizzata e non si accorge del tempo che passa , tanto è attento e coinvolto da quella bocca che divora ed entra dentro ogni appartamento mettendo a nudo i luoghi dell'abitare.

Qualcuno guarda dal balcone del condominio vicino: è contento per ogni metro di avanzamento. Sopporta rumore e polvere perché questo prezzo da pagare è leggero rispetto al risultato da ottenere.

Una signora transita vicino al cantiere con le borse della spesa e deve raggiungere il suo nuovo alloggio ALER. Si ferma un attimo, guarda la sua vecchia casa e con gli occhi lucidi e la voce rotta mi dice: "E' brutto vedere che tutto finisce. Qui ho vissuto per 30 anni, ho cresciuto i miei figli, ho trascorso momenti felici. Vedere che tutto si frantuma in macerie mi fa male, è come se parte della mia vita andasse a pezzi".

Io ascolto e mi rendo conto che diversi sono i punti di vista, anche in una situazione come era quella della "stecca", di degrado , di illegalità e di fragilità , si può essere felici.

Ripenso alla nostra fatica politica per arrivare a questo momento e non voglio che questo mostro meccanico si fermi. Tifo per lui.

Quando tutto sarà finito avremo a disposizione uno spazio nuovo: un pezzetto di territorio che porterà in sé la memoria di ciò che è stato ma che guardi in avanti verso nuove esigenze e nuovi bisogni.

 

 
Ultima Modifica: 09/01/2015